La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Mora ex re addio, quantomeno nelle obbligazioni pecuniarie illiquide

E’ proprio così, ed è ancor più vero nei giudizi in materia di cessione del quinto promossi per ottenere la restituzione delle commissioni non godute a seguito di estinzione anticipata del contratto.

La ragione risiede nel carattere illiquido delle obbligazioni pecuniarie dedotte in questo tipo di giudizi, e per le quali le Sezioni Unite hanno ormai chiarito definitivamente che “tra le obbligazioni pecuniarie, invero, quelle illiquide hanno una particolarità: ai fini dell’adempimento del debitore è necessario un passaggio ulteriore, è necessario cioè un ulteriore titolo, convenzionale o giudiziale” (Cass., SS. UU, 13.09.2016, n. 17989).

Le Sezioni Unite hanno, inoltre, precisato che “la nozione di obbligazione portabile, di cui all’art. 1182, terzo comma, c.c. rileva non soltanto ai fini dell’individuazione del forum destinatae solutionis contemplato dall’art. 20, seconda parte, c.p.c., ma anche ai fini del prodursi della mora ex re ai sensi dell’art. 1219, secondo comma, n. 3, c.c., che esclude la necessità di costituzione in mora «quando è scaduto il termine, se la prestazione deve essere eseguita al domicilio del creditore» come appunto stabilito per le obbligazioni pecuniarie dall’art. 1182, terzo comma, cit. La giurisprudenza di questa corte nega che la mora ex re si verifichi anche per le obbligazioni pecuniarie illiquide (Cass. 535/1999, 9092/2004). Se tra le obbligazioni pecuniarie portabili contemplate da tale disposizione rientrassero anche le illiquide, la mora – e con essa la responsabilità ai sensi dell’art. 1224 c.c. – scatterebbe automaticamente anche a carico del debitore la cui prestazione non sia in concreto possibile perché l’ammontare della sua prestazione è ancora incerto: il che sarebbe ingiustificato, nonché contrario al sistema, il quale esclude la responsabilità del debitore la cui prestazione sia impossibile per causa a lui non imputabile (art. 1218 c.c.).” (Cass., SS. UU, 13.09.2016, n. 17989).

Dunque, nei giudizi di cessione del quinto promossi per ottenere la rimborsabilità degli oneri e delle commissioni non godute a seguito di estinzione anticipata del contratto, essendo l’azione qualificabile come ripetizione di indebito oggettivo, l’attore non potrà ottenere la liquidazione degli interessi di mora dalla data di estinzione anticipata del contratto, ma soltanto dal giorno della domanda.

Francesco Concio – f.concio@lascalaw.com

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