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Modifica del compenso dell’amministratore

In base ai principi generali (art. 1372, 1373 c.c.), una volta che l’assemblea ha riconosciuto all’amministratore il diritto all’emolumento, tale diritto, in quanto tale ed in particolare in quanto individuale, non è più retrattabile da parte della società stessa e può venir meno o modificato soltanto con il consenso dell’amministratore.

Questo e’ quanto statuito dal Tribunale di Milano con sentenza n. 3755 pubblicata in data 29 giugno 2020.

Come noto, ai sensi dell’art. 2389 c.c., i compensi spettanti agli amministratori sono stabiliti all’atto della nomina o dall’assemblea.

Per tale ragione, in forza della presunzione di onerosità del mandato, l’attribuzione della carica di amministratore di società determina di per sé l’insorgenza del diritto al compenso per l’attività prestata.

Conseguentemente, laddove manchi la determinazione in statuto o una successiva delibera assembleare, l’amministratore può ricorrere all’autorità giudiziaria affinchè provveda alla liquidazione.

Trib. Milano, 26 giugno 2020, Sez. Imprese, n. 3755

Maria Giulia Furlanetto – m.furlanetto@lascalaw.com

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