Misure antiriciclaggio minime e supplementari per i Paesi terzi

Misure antiriciclaggio minime e supplementari per i Paesi terzi

In data 14 maggio, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il Regolamento (UE) 2019/758 del 31 gennaio 2019 (il “Regolamento”) che integra la Direttiva (UE) 2015/849 (“IV Direttiva Antiriciclaggio”) per quanto riguarda le norme tecniche di regolamentazione per l’azione minima e il tipo di misure supplementari che gli enti creditizi e gli istituti finanziari devono intraprendere per mitigare il rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo in taluni Paesi terzi.

La IV Direttiva Antiriciclaggio impone agli enti creditizi e agli istituti finanziari di individuare, valutare e gestire il rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo cui sono esposti a livello di gruppo, in particolare qualora abbiano stabilito succursali o filiazioni controllate a maggioranza in Paesi terzi o stiano considerando tale ipotesi.

Vi sono, tuttavia, situazioni in cui un gruppo gestisce succursali o filiazioni controllate a maggioranza situate in un Paese terzo (“Succursali o Filiazioni”) il cui ordinamento non consente l’attuazione di politiche e procedure a livello di gruppo in materia antiriciclaggio. Questo può avvenire, ad esempio, quando la legislazione relativa alla protezione dei dati o al segreto bancario del Paese terzo limita la capacità del gruppo di accedere alle informazioni sui clienti delle Succursali o Filiazioni di detto Paese, di trattare tali informazioni e di scambiarle.

In tali situazioni, sono necessarie politiche e procedure supplementari e specifiche azioni minime per gestire efficacemente il rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Tali politiche e procedure supplementari potrebbero includere l’ottenimento del consenso dei clienti, cosa che può servire a superare certi ostacoli giuridici all’applicazione delle politiche e procedure a livello di gruppo in materia antiriciclaggio nei Paesi terzi in cui le altre opzioni sono limitate.

In particolare, gli enti creditizi e gli istituti finanziari dovrebbero (oltre valutare il rischio a livello di gruppo e garantire che tale rischio sia preso in considerazione nelle politiche e procedure) adottare le seguenti misure supplementari (art. 8 del Regolamento):

  • – provvedere a che le loro Succursali o Filiazioni offrano solo prodotti e servizi finanziari che, per natura e tipo, presentino un basso rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo e abbiano una bassa incidenza sull’esposizione al rischio del gruppo;
  • – provvedere a che gli altri soggetti dello stesso gruppo non si basino sulle misure di adeguata verifica della clientela prese da una Succursale o Filiazione, ma attuino invece misure di adeguata verifica nei confronti di ogni cliente di una Succursale o Filiazione che desideri avvalersi di prodotti o servizi di tali altri soggetti dello stesso gruppo;
  • – effettuare verifiche rafforzate, comprese, qualora ciò sia commisurato al rischio associato all’operatività della Succursale o Filiazione, verifiche in loco o audit indipendenti, per accertare che la Succursale o Filiazione individui, valuti e gestisca efficacemente i rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo;
  • – provvedere a che le loro Succursali o Filiazioni chiedano l’autorizzazione dell’alta dirigenza dell’ente creditizio o dell’istituto finanziario per l’instaurazione e il mantenimento di rapporti d’affari a più alto rischio o per l’esecuzione di un’operazione occasionale a più alto rischio;
  • – provvedono a che le loro Succursali o Filiazioni determinino l’origine e, ove applicabile, la destinazione dei fondi da utilizzare nel quadro del rapporto d’affari o dell’operazione occasionale;
  • – provvedere a che le loro Succursali o Filiazioni svolgano un controllo continuo e rafforzato del rapporto d’affari, compreso un controllo rafforzato delle operazioni, fino a quando siano ragionevolmente certe di comprendere il rischio di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo legato al rapporto d’affari;
  • – provvedere a che le loro Succursali o Filiazioni condividano con essi le informazioni sottese a una segnalazione di operazione sospetta, sulla base delle quali si è appreso, si sospetta o si hanno ragionevoli motivi di sospettare una tentata o avvenuta operazione di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Fra tali informazioni possono figurare fatti, operazioni, circostanze e documenti su cui sono basati i sospetti, comprese informazioni personali nella misura in cui ciò è possibile ai sensi dell’ordinamento del Paese terzo;
  • – svolgere un controllo continuo e rafforzato di tutti i clienti e, ove applicabile, di tutti i titolari effettivi dei clienti di una Succursale o Filiazione, noti per essere stati oggetto di segnalazioni di operazioni sospette da parte di altri soggetti dello stesso gruppo;
  • – provvedere a che le loro Succursali o Filiazioni siano dotate di sistemi e di controlli efficaci per individuare e segnalare le operazioni sospette;
  • – provvedono a che le loro Succursali o Filiazioni tengano aggiornati e conservino in luogo sicuro, il più a lungo possibile compatibilmente con la legge applicabile e in ogni caso almeno per la durata del rapporto d’affari, il profilo di rischio e le informazioni sull’adeguata verifica dei loro clienti.
  • Claudio Saba – c.saba@lascalaw.com
  • © RIPRODUZIONE RISERVATA
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