Regolamento di giurisdizione e Pubblica Amministrazione

Milleproroghe: il nuovo ordine di liberazione esteso a tutte le procedure esecutive

È dunque stato nuovamente modificato l’art. 560 del codice di procedura civile.

Sono in vigore le modifiche introdotte dalla legge 28 febbraio 2020 n. 8 in conversione del decreto legge 30 dicembre 2019 n. 162 (Milleproroghe 2020) pubblicata nel supplemento ordinario n. 10 alla Gazzetta Ufficiale n. 51 del 29 febbraio 2020.

La nuova modifica estende a tutte le procedure esecutive immobiliari la possibilità per il debitore di rimanere nell’immobile pignorato fino al decreto di trasferimento.

Più precisamente: “Dopo la notifica o la comunicazione del decreto di trasferimento, il custode, su istanza dell’aggiudicatario o dell’assegnatario, provvede all’attuazione del provvedimento di cui all’articolo 586, secondo comma, decorsi sessanta giorni e non oltre centoventi giorni dalla predetta istanza

La legge 12/2019 aveva già modificato l’articolo 560 rivisitando in sede di conversione il D.L 135/18 intitolato “Disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione” e prevedendo un intervento radicale favor debitoris della norma per le procedure esecutive incardinate a far data 13 febbraio 2019.

A un anno di distanza, quando ancora non si aveva avuto modo di verificare l’effettiva incidenza della precedente riforma, la nuova modifica torna a incidere sulla stessa norma, senza peraltro cogliere l’occasione di correggerne la cattiva formulazione, estendendola retroattivamente a tutte le procedure in cui l’immobile pignorato non sia stato ancora aggiudicato.

Pertanto, oggi in tutte le procedure esecutive – anche per quelle in cui sono già stati adottati i provvedimenti relativi al modo di custodia degli immobili pignorati – trova applicazione il nuovo testo dell’art. 560 c.p.c.

Le conseguenze di questo intervento saranno necessariamente importanti sia dal punto di vista economico, politico e sociale.

L’ordine di liberazione costituisce infatti da numerosi anni presidio di efficienza, efficacia e celerità delle procedure esecutive, salvaguarda diritti costituzionalmente garantiti quali un’effettiva tutela giurisdizionale esecutiva (art. 24 Cost) e la ragionevole durata del processo esecutivo (art. 111 Cost)

Anche il Consiglio Superiore della Magistratura nelle linee guida in materia di buone prassi nel settore delle esecuzioni immobiliari optava nell’ottobre del 2017 per la liberazione anticipata degli immobili pignorati al fine di efficientare il processo esecutivo.

Il D.L 135/18 cambiando direzione era intervenuto sulla formulazione dell’art. 560 introducendo nell’ordinamento una deroga alla liberazione anticipata degli immobili pignorati nei casi, in realtà molto circoscritti, in cui i soggetti esecutati fossero a loro volta creditori nei confronti della pubblica amministrazione, prevedendo di differire il momento della liberazione a un momento successivo il decreto di trasferimento.

La relazione illustrativa del decreto legge motivava l’intervento con l’esigenza di concedere più tempo al creditore della P.A. per reperire una nuova soluzione abitativa, in previsione del fatto che lo Stato provvederà ad onorare i suoi debiti.

La legge 12/2019 in sede di conversione aveva eliminato questa stessa previsione, prevedendo invece un intervento più radicale, oggi esteso retroattivamente dalla Legge 8/2020.

Vedremo nei prossimi mesi l’incidenza di questa ulteriore modifica che non può che preoccupare anche solo per la modalità della sua approvazione all’interno del decreto Milleproroghe,  considerata da una parte l’eterogeneità dei provvedimenti inseriti all’interno del provvedimento composto da oltre 80 articoli su diversi argomenti e dall’altra il mancato intervento delle due assemblee parlamentari di Camera e Senato nella definizione del testo della legge di conversione non avendo potuto proporre emendamenti in quanto il provvedimento predisposto dal Governo è stato approvato con voto di fiducia in entrambi i rami del Parlamento.

La permanenza del debitore nell’immobile fino al decreto di trasferimento anziché tutelare la parte debole come vorrebbe far intendere l’iniziativa disincentiverà la partecipazione alle aste?

I terzi potenziali interessati agli acquisti in asta continueranno a vivacizzare questa fetta del mercato immobiliare consentendo al debitore di ottenere dal processo esecutivo la soddisfazione maggiore in tempi rapidi?

Preoccupazione e perplessità nei confronti dell’ennesimo provvedimento estemporaneo che potrebbe allontanare gli investitori dal mercato delle vendite giudiziali.

Legge 28 febbraio 2020 n. 8 – Decreto legge 30 dicembre 2019 n. 162

Tiziana Allievi – t.allievi@lascalaw.com

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