Il mezzo di impugnazione inammissibile non impedisce il passaggio in giudicato della sentenza

La Corte di Cassazione ha enunciato il principio di diritto secondo cui nel caso venga impugnata con l’appello una sentenza impugnabile esclusivamente con il ricorso straordinario per cassazione ai sensi dell’art. 111 Cost., come nell’ipotesi dell’opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell’art. 617 c.p.c., e il relativo appello sia dichiarato inammissibile ai sensi dell’art. 348-bis, comma 1, c.p.c., la proposizione del ricorso per Cassazione ai sensi dell’art. 348-bis, comma 3, c.p.c., non vale a rimettere in termini il ricorrente ai fini della proposizione del ricorso straordinario per Cassazione avverso la sentenza di primo grado la quale, una volta decorsi i termini propri di impugnazione, deve quindi ritenersi definitiva.

Nel caso di specie, nell’ambito di un procedimento di espropriazione immobiliare, veniva proposta opposizione di terzo ex art. 619 c.p.c. dinnanzi al Tribunale di Sassari. Il Giudice di prime cure qualificava invece l’opposizione promossa come opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell’art. 617 c.p.c. e la dichiarava inammissibile in quanto proposta tardivamente.

La sentenza che definiva l’opposizione veniva appellata e la Corte di Appello di Cagliari dichiarava inammissibile l’appello ai sensi dell’art. 348 bis c.p.c. non ravvisando una ragionevole probabilità di accoglimento dell’appello. Avverso la sentenza di primo grado, veniva poi proposto ricorso per cassazione dichiarato anch’esso inammissibile.

La Corte di Cassazione ha ribadito che, secondo il c.d. principio dell’apparenza, la corretta qualificazione del mezzo di impugnazione da esperire, prescinde dalla tipologia di azione proposta dalla parte ma deve essere svolta con riferimento esclusivo alla qualificazione effettuata dal giudice innanzi al quale il procedimento è stato instaurato, quand’anche tale qualificazione fosse non corretta.

Ciò permette di identificare con certezza il mezzo di gravame, escludendo che lo si possa conoscere solo ex post a impugnazione avvenuta. Applicando tale principio all’ipotesi delle opposizioni presentate nell’ambito di procedimenti esecutivi, la Corte ha precisato che se l’azione è stata qualificata dal Tribunale come opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell’art. 617 c.p.c., la sentenza che definirà l’opposizione sarà impugnabile unicamente con il ricorso straordinario per cassazione, ai sensi dell’art. 111 Cost. e dovrà essere proposta entro il termine di cui all’art. 327 c.p.c., comma 1.

In conclusione, la Corte di Cassazione ha ritenuto che nel caso di specie, essendo stato proposto un appello di per sé inammissibile in quanto il corretto mezzo di gravame esperibile avverso la sentenza di primo grado era unicamente il ricorso straordinario per cassazione, a nulla è valsa la circostanza che da ultimo sia stato comunque proposto il ricorso per cassazione ai sensi dell’art. 348 ter c.p.c., comma 3.

La proposizione di un mezzo di impugnazione inammissibile, infatti, non può ritenersi idonea ad impedire il passaggio in giudicato della decisione impugnata, essendo ormai spirato il termine di proposizione del gravame corretto.

Cass., Ord., 15 aprile 2021, n. 9868

Eleonora Mascaretti – e.mascaretti@lascalaw.com

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