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Mediazione: tre regole d’oro

Il Tribunale di Avellino ha sancito tre importanti principi relativi alla procedura di mediazione nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, dei quali è importante prendere nota.

La prima questione riguarda la eccezione di improcedibilità della domanda monitoria, per mancato espletamento della mediazione. Il Giudice ha dichiarato la predetta eccezione inammissibile nel caso di specie, perché non sollevata tempestivamente, ma solo con la comparsa conclusionale. Viene infatti ricordato che “l’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d’ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza” cfr. art. 5, co. 1 bis, D.Lgs 28/2010”.

Il secondo tema trattato è quello della mediazione come condizione di procedibilità della domanda giudiziale per le controversie aventi ad oggetto le materie elencate all’art. 5 comma 1 bis del D.lgs 28/2010, nonché quando la mediazione viene disposta dal Giudice (art. 5, comma 2).

Il Tribunale di Avellino, in merito, ha ricordato che il procedimento di mediazione non costituisce condizione di procedibilità della domanda nei procedimenti di ingiunzione, inclusa l’opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione.

Il terzo problema attiene alla parte sulla quale grava l’onere di introdurre il procedimento di mediazione. L’opponente – convenuto in senso sostanziale – ovvero all’opposto – attore in senso sostanziale?

La giurisprudenza si è interrogata a lungo sulla questione, giungendo a conclusioni diametralmente opposte. La questione è non di poco conto, considerato che il mancato esperimento della mediazione può condurre (a seconda del soggetto su cui grava) nella conferma o nella revoca del decreto ingiuntivo.

Il Giudice avellinese ha le idee chiare: “l’onere di esperire il tentativo di mediazione deve allocarsi presso la parte che ha interesse al processo e ha il potere di iniziare il processo stesso. Nel procedimento per decreto ingiuntivo cui segue l’opposizione è, dunque, l’opponente ad avere interesse ad avviare il procedimento di mediazione pena il consolidamento degli effetti del decreto ingiuntivo ex art. 653 c.p.c.. Grava, dunque, sull’opponente l’onere di introdurre il procedimento di mediazione (Cass. set. N. 24629/2015)”.

La sentenza pertanto è conforme a quanto sostenuto dalla Suprema Corte di Cassazione con la pronuncia del 3 dicembre 2015 n. 24629.

Nel merito, il Tribunale rigettava l’opposizione e confermava il decreto ingiuntivo. Condannava altresì gli opponenti alla rifusione delle spese di lite in favore delle altre parti del giudizio.

Tribunale di Avellino, 29 maggio 2018, n. 1028

Alessandra Buccolieri – a.buccolieri@lascalaw.com

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