Mediazione obbligatoria, gli errori da non commettere

Mediazione regolare? L’avvocato può anche mancare!

La dibattuta questione della necessità dell’assistenza legale in sede di mediazione è lontana dall’essere definitivamente risolta. Sul tema sono intervenute, infatti, alcune pronunce giurisprudenziali di diverso indirizzo, tra cui si annovera anche quella in commento, emessa dal Tribunale di Roma a seguito di un’azione di ripetizione di indebito promossa da una società correntista nei confronti di un istituto di credito, avente ad oggetto le sempre più frequenti contestazioni in materia di anatocismo ed usura bancaria.

L’attore, prima di introdurre il giudizio – pena l’improcedibilità della domanda, come disposto dal d.lgs. 28/10 – ha attivato il procedimento di mediazione, invitando la Banca a presenziare davanti all’Organismo. Tuttavia, al primo incontro, la parte istante ha partecipato senza l’assistenza del suo difensore. Eccepita tale circostanza, la Banca ha chiesto che venisse dichiarata l’improcedibilità della domanda.

Il Giudice, invece, ha ritenuto di precisare che “la mancata partecipazione del difensore della parte istante, odierna attrice, all’incontro fissato davanti all’organismo di conciliazione bancaria (…), non compromette la regolarità del procedimento di mediazione che si è comunque concluso senza il raggiungimento di un accordo”.

In passato si era già avuto modo di affrontare la vicenda, commentando alcune pronunce di senso opposto (vedasi, su tutte: Tribunale di Vasto, ordinanza 9 aprile 2018); quest’ultima, infatti, ad onor del vero con una motivazione ben più articolata ed ampia, ha fornito una diversa interpretazione, ritenendo l’assenza dell’avvocato in mediazione come un vizio di comparizione di uno dei soggetti necessaria alla procedura, che – pertanto – può inficiare la regolarità del procedimento stesso.

Seppur la normativa sulla mediazione preveda l’obbligatorietà dell’assistenza dell’avvocato, la stessa presta il fianco ad interpretazioni contrastanti, che non permettono di verificare se la centralità del ruolo del professionista nel procedimento di mediazione rappresenti una condizione necessaria per la regolarità della procedura di conciliazione. Occorrerà attendere, dunque, ulteriori pronunce in merito per poter definire in maniera più netta i limiti della questione.

Il giudizio da cui è originata la sentenza del Tribunale capitolino si è, in ogni caso, concluso con l’integrale rigetto delle domande svolte in giudizio dal correntista attore, con la conseguente condanna alla rifusione delle spese di lite in favore dell’istituto di credito.

Tribunale di Roma, 12 settembre 2018, n. 17189

Andrea Maggioni – a.maggioni@lascalaw.com

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