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Mediazione nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo

In mancanza, il giudizio è improcedibile e il decreto ingiuntivo va confermato

Nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, il soggetto sul quale grava l’onere della mediazione obbligatoria è l’opponente.
In caso di mancata presentazione della relativa domanda, va dichiarata l’improcedibilità del giudizio con conferma del decreto ingiuntivo opposto.
Avendo tale giudizio natura impugnatoria, in caso di mancata proposizione dell’istanza, ciò che diviene improcedibile è la domanda proposta con l’atto di citazione in opposizione, finalizzata ad ottenere la revoca del decreto ingiuntivo, e non già la domanda proposta dall’opposto nel ricorso introduttivo, a fronte della quale vi è già stata una delibazione da parte del giudice con la pronuncia del decreto monitorio, del quale si intende ottenere la revoca con l’opposizione.”

Questi i principi espressi dal Tribunale di Nola, in persona del dott. Lorenzo Corona, con la sentenza n. 691 del 3 marzo 2016, sull’obbligo di attivazione del procedimento di mediazione in sede di opposizione a decreto ingiuntivo.

Il caso di specie riguardava un ingiunto che proponeva opposizione avverso il decreto ingiuntivo emesso nei suoi confronti; il giudicante, rilevato che la causa rientrava tra quelle per le quali l’esperimento della mediazione è condizione di procedibilità, onerava le parti di presentare la relativa domanda, ai sensi dell’art. 5, II comma, del d. lgs. n. 28/2010. Stante l’inattività delle parti, il Giudice ha quindi ritenuto che – avendo il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo natura impugnatoria – in caso di mancata proposizione dell’istanza di mediazione debba considerarsi improcedibile la domanda proposta con l’atto di citazione in opposizione, finalizzata ad ottenere la revoca del decreto ingiuntivo opposto, e non già la domanda proposta dall’opposto nel ricorso per decreto ingiuntivo. Tale ultima domanda, infatti, risultava (per sua natura) già sottoposta alla delibazione da parte dell’organo giudicante il quale, avendo ritenuto la domanda fondata, si era determinato all’emissione del decreto ingiuntivo oggetto dell’esaminanda opposizione.

Ad avviso del giudice, quindi, la correttezza di tale conclusione si evince dall’analisi della complessiva disciplina del giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo e, in particolare, dalla lettura dell’art. 653 c.p.c.: secondo tale norma, infatti, ove venga dichiarata l’estinzione del giudizio di opposizione, ciò che viene meno non è la domanda proposta in sede monitoria dal creditore, bensì la domanda dell’opponente volta ad ottenere la revoca del decreto ingiuntivo, con la conseguenza che quest’ultimo, in seguito alla dichiarazione di estinzione, diviene definitivo ed acquista efficacia esecutiva, ove non ne sia già munito.

Sulla base di tali considerazioni, il giudicante ha dichiarato l’opposizione improcedibile, confermando il decreto ingiuntivo opposto, già esecutivo ex art. 648 c.p.c..

Si tratta di una pronuncia conforme alla tesi interpretativa, che ha da ultimo ricevuto l’avallo della Suprema Corte la quale, con sentenza n. 24629 pubblicata il 3/12/2015, ha ritenuto anch’essa che il soggetto sul quale grava l’onere della mediazione obbligatoria è l’opponente e che, in caso di mancata presentazione della relativa domanda, va dichiarata l’improcedibilità del giudizio di opposizione con conferma del decreto ingiuntivo opposto.

Le conclusioni del giudice nolano disattendono invece l’opposto orientamento giurisprudenziale di merito, radicatosi recentemente soprattutto nel foro fiorentino, che ritiene incombente sul creditore opposto l’onere dell’attivazione, attesa la sua natura di parte attrice sostanziale, e che l’azione cui si riferisce il legislatore con l’art. 5 d.lgs. 28/2010 è la domanda monitoria, non già l’opposizione al decreto ingiuntivo emesso in accoglimento della stessa (cfr. Ordinanza Tribunale di Firenze, dott. Riccardo Guida 17.01.2016, e Sentenza Tribunale di Busto Arsizio, dott.ssa Maria Eugenia Pupa, 03.02.2016 n.199).

Trib. Nola, 3 marzo 2016, n. 691

Michela Crestani m.crestani@lascalaw.com

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