La parte deve partecipare personalmente alla mediazione

Mediazione: “FASE 2” o “FASE 2.0”?

La legge di conversione del d.l. 17 marzo 2020, n. 18 (c.d. “Cura Italia”), entrata in vigore nei giorni scorsi, prevede alcune “novità” anche nell’ambito della mediazione.

Oltre alla modifica del comma 20, dell’art. 83 – in tema di sospensione dei termini per lo svolgimento di ogni attività nei procedimenti di mediazione, di negoziazione assistita nonché di ADR – viene in rilievo il nuovo comma 20 bis, il quale prevede che “Nel periodo dal 9 marzo al 30 giugno 2020, gli incontri di mediazione in ogni caso possono svolgersi in via telematica con il preventivo consenso di tutte le parti coinvolte nel procedimento. Anche successivamente a tale periodo, gli incontri potranno essere svolti, con il preventivo consenso di tutte le parti coinvolte nel procedimento, in via telematica, ai sensi dell’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 4 marzo  2010,  n.  28, mediante sistemi di videoconferenza. 

In caso di procedura telematica l’avvocato, che sottoscrive con firma digitale, può dichiarare autografa la sottoscrizione del proprio cliente collegato da remoto ed apposta in calce al verbale ed all’accordo di conciliazione. Il verbale relativo al procedimento di mediazione svoltosi in modalità telematica è sottoscritto dal mediatore e dagli avvocati delle parti con firma digitale ai fini dell’esecutività dell’accordo prevista dall’articolo 12 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28.”

La misura appare significativa non solo perché consente – espressamene – lo svolgimento dell’attività di mediazione nel periodo di sospensione (di cui al comma 20) ma, soprattutto, perché suggerisce una procedura che potrebbe durare nel tempo. Gli incontri di mediazione, infatti, potranno svolgersi in video-conferenza non solo dal 9 marzo al 30 giugno, ma anche “successivamente a tale periodo”.

Quindi, non solo una soluzione provvisoria per fronteggiare l’emergenza covid-19, ma una disposizione che sembra guardare oltre e che potrebbe, in prospettiva, incentivare gli organismi di conciliazione a fare maggiore ricorso alla video conferenza – seppur con il preventivo consenso di tutte le parti coinvolte nel procedimento.  Si ricorda, infatti, che il d.lgs. n. 28/2010 già prevedeva la possibilità di svolgere le procedure di mediazione in via telematica, ma in molti casi veniva preferito l’incontro presenziale. In questo periodo, seppur complice il distanziamento sociale, sembra però registrarsi un timido cambio di rotta. Ed infatti, se molti organismi hanno deciso di rinviare gli incontri, altri, invece, seppur in numero minore, stanno confermando le date già fissate, consentendo alle parti la possibilità di procedere con incontri “virtuali”. Ma il dato forse più significativo, al riguardo, al di là del regolare svolgimento, in taluni casi, delle procedure nonostante la sospensione, è che il ricorso alla modalità telematica è maggiore da parte di quegli organismi che in passato non se ne avvalevano per nulla (o quasi).

Oltre ad essere d’incentivo nei termini appena evidenziati, sotto un profilo più generale, le nuove disposizioni sembrerebbero addirittura volte a favorire lo strumento della mediazione, il cui scopo è ridurre il carico giudiziale e dunque quanto mai utile in un periodo “affaticato” dall’emergenza sanitaria, come quello che stiamo attraversando.

Altro aspetto disciplinato dalla nuova norma è quello dell’autentica della firma del cliente da parte del legale. Il tal caso la finalità del provvedimento appare funzionale a questo momento di emergenza, attribuendo all’avvocato un ruolo bene preciso: autenticare la firma del proprio cliente anche se lo stesso si trova in altro luogo, connesso da remoto.

In conclusione possiamo osservare come le novità oggi introdotte per fronteggiare l’attuale situazione sanitaria potrebbero essere d’incentivo, sia per un maggiore utilizzo dei sistemi informatici, sia, più in generale, per un maggior ricorso allo strumento della mediazione stessa. Sul punto richiamiamo questo articolo de Il Sole 24 Ore.

Paola Maccarrone – p.maccarrone@lascalaw.com

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