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Mediazione e onere di attivazione: qual è la risposta all’overrulling?

Le recentissime ordinanze pronunciate dal Tribunale di Salerno e dal Tribunale di Foggia sembrano non lasciare alcun margine di dubbio sull’overulling giurisprudenziale intervenuto con la pronuncia resa dalle Sezioni Unite n. 19596/2020, che per la prima volta ha sancito in maniera chiara e univoca l’onere di attivazione del procedimento di mediazione a carico di parte opposta. Per effetto, dunque, appare pienamente legittima l’istanza di rimessione in termini che dovesse essere proposta dalla parte opposta che non abbia proceduto in tale senso prima del predetto mutamento giurisprudenziale.

In particolare, il Tribunale di Salerno, con ordinanza del 27.05.2021, ha correttamente osservato che “fino alla pronuncia n. 19596/2020 delle Sezioni Unite, la giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione era assolutamente granitica nel ritenere che a ciò fosse onerata la parte opponente, essendosi espressa in tal senso nelle uniche due pronunce concernenti tale problematica, cioè Cass. Civ., Sez. III, sent. n. 24629 del 3/12/2015 e Cass. Civ., ord. n. 22003 del 16/9/2019″

A parere del Giudice del Tribunale di Salerno, infatti, non si ravvisano orientamenti di segno contrario fino al pronunciamento nomofilattico del 2020. Per tale motivo, quindi, il legittimo affidamento determinatosi nella parte opposta che non si premurava di attivare il procedimento di mediazione prima di tale pronuncia, trova giustificazione nei seguenti termini: “Ritenuto, infatti, che fino alla pronuncia delle Sezioni Unite n. 19596/2020 fosse assolutamente legittimo per la parte opposta (che non fosse stata a ciò espressamente onerata dal Giudice) confidare nell’interpretazione univoca offerta dalla Corte di Cassazione al problema di quale fosse la parte processuale onerata di instaurare il tentativo di mediazione obbligatoria, attesa la funzione nomofilattica di tale organo giurisdizionale e l’assenza di orientamenti interpretativi di segno opposto, non rilevando la presenza di un contrasto interpretativo all’interno della giurisprudenza di merito, irrilevante ai fini della configurabilità di un “mutamento giurisprudenziale” giuridicamente rilevante… Ritenuto, pertanto, di dover accogliere l’istanza di parte opposta di essere rimessa in termini, concedendo un nuovo termine ai sensi dell’articolo 5, co. 1-bis, del D.Lgs. n. 28/2010 per l’instaurazione del tentativo di mediazione obbligatoria, cui è da ritenersi onerata in virtù del pronunciamento delle Sezioni Unite Civili n 19596/2020”.

Pertanto, essendo tale pronuncia equiparabile allo “ius superveniens”, ne consegue che la parte opposta che sia incorsa in decadenza rispetto al termine concesso dal Giudice per instaurare il tentativo di mediazione obbligatoria potrà avanzare istanza di rimessione in termini per causa a sé non imputabile, ravvisabile nell’”overruling” giurisprudenziale operato dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n. 19596/2020.

Trib. Salerno, Ord., 27 maggio 2021

Trib. Foggia, Ord., 1 giugno 2021

Erika Siragusa – e.siragusa@lascalaw.com

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