La mediazione è obbligatoria anche per il fideiussore?

Quando è soddisfatta la condizione di procedibilità nella mediazione delegata? 

La Corte di Cassazione, ribaltando l’orientamento assunto dalla Corte d’Appello di Firenze, ha chiarito quando, in caso di mediazione delegata, può considerarsi soddisfatta la condizione di procedibilità.

Nel caso di specie la Corte di merito aveva rilevato che la di mediazione era stata regolarmente avviata, ma l’appellante era comparsa a mezzo di un rappresentante, il quale – unitamente al proprio legale – aveva dichiarato di non acconsentire all’inizio della procedura. Secondo i giudici di secondo grado, a fronte di tale comportamento, non poteva considerarsi realizzata la condizione di procedibilità, perché quest’ultima implica che le parti compaiano personalmente e che la mediazione sia effettivamente avviata. In altre parole, secondo la Corte d’Appello di Firenze le parti, affinché l’ordine giudiziale possa ritenersi correttamente eseguito, dovrebbero comparire personalmente in mediazione e consentire che questa si svolga concretamente, dando effettivo corso alla medesima. 

Sul punto i giudici di legittimità hanno, però, rammentato che sulla questione è già intervenuta la Corte di Cassazione con sentenza n. 8437/2019, che ha fornito una diversa soluzione, stabilendo i seguenti principi di diritto:

“- nel procedimento di mediazione obbligatoria disciplinato dal D.Lgs. n. 28 del 2010, e successive modifiche, è necessaria la comparizione personale delle parti davanti al mediatore, assistite dal difensore;

– nella comparizione obbligatoria davanti al mediatore la parte può anche farsi sostituire da un proprio rappresentante sostanziale, eventualmente nella persona dello stesso difensore che l’assiste nel procedimento di mediazione, purché dotato di apposita procura sostanziale;

– la condizione di procedibilità può ritenersi realizzata al termine del primo incontro davanti al mediatore, qualora una o entrambe le parti, richieste dal mediatore dopo essere state adeguatamente informate sulla mediazione, comunichino la propria indisponibilità di procedere oltre“.

Ebbene, nel caso in esame la Suprema Corte ha voluto espressamente “dare incondizionata continuità” a tali principi, “stabiliti per la mediazione obbligatoria, ma applicabili allo stesso modo alla mediazione discrezionale disposta dal giudice d’appello del D.Lgs. n. 28 del 2010, ex art. 5, comma 2 (Cass. n. 40035/2021; cfr. altresì Cass. n. 22736/2021; n. 25155/2010)”.

Per tale ragione, la Cassazione, in accoglimento dell’unico motivo di ricorso, ha cassato la sentenza impugnata, con rinvio della causa alla Corte d’appello di Firenze in diversa composizione, perché decida sulle impugnazioni e liquidi le spese del giudizio.

Cass., 26 aprile 2022, n. 13029

Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
La mediazione è obbligatoria anche per il fideiussore?

E’ improcedibile la causa, qualora la domanda di mediazione venga proposta pochi giorni prima ris...

Mediazione bancaria

La parte deve partecipare personalmente alla mediazione

La recente giurisprudenza ha segnato un indirizzo innovativo che esclude il credito al consumo dall...

Mediazione bancaria

Comunione legale, finché pignoramento non ci separi

Qualora le parti raggiungano un accordo in mediazione, relativo anche alle spese di lite, il Giudic...

Mediazione bancaria

X