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Marchio Sussex Royal a rischio

Negli ultimi mesi ha fatto scalpore la notizia del divorzio della famiglia dei Duchi del Sussex dalla Corona d’Inghilterra e della loro volontà di divenire finanziariamente indipendenti. Anche a tal fine, a giugno 2019 la coppia reale ha depositato presso l’Intellectual Property Office (IPO), che disciplina i marchi nel Regno Unito, due domande di registrazione per i marchi “Sussex Royal” e “Sussex Royal The Foundation of the Duke and Duchess of Sussex”.

Queste domande mirano a ottenere la tutela dei marchi per un’ampia gamma di prodotti e servizi. Infatti, è stata richiesta la registrazione nelle seguenti classi merceologiche della Classificazione di Nizza:

  • Classe n. 16, che comprende prodotti di cartoleria, articoli per legatoria, fotografie, ma anche materiale per l’istruzione e l’insegnamento.
  • Classe n. 25, che comprende articoli di abbigliamento, scarpe e cappelleria.
  • Classe n. 35, che comprende servizi di pubblicità e gestione di affari commerciali.
  • Classe n. 36, che comprende servizi assicurativi, finanziari, monetari e immobiliari.
  • Classe n. 41, che comprende servizi e attività a scopo di educativo, di formazione, ma anche attività sportive e culturali, e infine
  • Classe n. 45, che comprende servizi giuridici, servizi di sicurezza per la protezione di beni e persone, ma anche servizi di assistenza sociale e beneficienza.

Quantomeno curiosa è la scelta di depositare il marchio soltanto nel territorio inglese, quando sembra ormai chiaro che i Duchi del Sussex abbiano in programma di risiedere e condurre la propria attività economica a cavallo tra l’Inghilterra e il Canada.

L’opposizione alla registrazione

La procedura di registrazione di un marchio, successivamente al deposito della domanda di registro, prevede normalmente una prima fase di analisi condotta dall’ufficio marchi depositario, per la verifica dell’effettiva sussistenza di tutti i requisiti necessari richiesti per la registrazione. Superata con successo tale fase, l’ufficio provvede alla pubblicazione della domanda, che da inizio al cosiddetto “periodo di opposizione”, durante il quale i soggetti titolari di marchi simili registrati possono proporre opposizione.

In proposito, i registri dell’IPO mostrano che il 21 gennaio u.s. il marchio “Sussex Royal” ha ricevuto un avviso di minaccia di opposizione. Ciò significa che un soggetto terzo sta progettando di presentare un’opposizione formale, che aggiungerebbe tempo e costi significativi agli sforzi della coppia reale di ottenere la protezione per il loro nuovo marchio. In questi casi, l’IPO estende il periodo di opposizione previsto di norma per dare al denunciante un mese di tempo per presentare un’obiezione formale.

Il sito web della World Trademark Review ha dichiarato che l’opposizione è stata presentata a nome di un medico che vive a Victoria, Australia. Ora è stata annullata, dopo che il medico australiano ha dichiarato che i suoi dati personali erano stati utilizzati senza il suo permesso per il deposito dell’opposizione. Ad ogni modo, da quando questa prima opposizione è stata resa pubblica, sono stati presentati altri simili avvisi di minaccia di opposizione in data 28 gennaio e 2 febbraio 2020.  Non è ancora chiaro su quali basi i denuncianti potrebbero voler opporsi al marchio del Sussex Royal.

Successivi depositi in male fede

Le plurime opposizioni alla registrazione del marchio “Sussex Royal”, non sono però l’unico ostacolo che dovranno affrontare Henry e Meghan per vedere i propri marchi registrati.

Non può certo essere una coincidenza che a seguito dell’annuncio del deposito di due marchi e della diffusione della notizia del “divorzio” dalla casa reale, si siano moltiplicati i depositi di marchi “Sussex Royal” in tutta Europa, ma anche in America.

Attualmente, infatti, si registrano sei nuove domande di registrazione depositate presso l’U.S. Patent and Trademark Office per le parole “Sussex Royal”.  Una domanda è stata presentata da un californiano per i servizi di comunicazione su Internet, altre due sono state depositate per tutelare prodotti quali tende e asciugamani e bevande alcoliche. Altre due domande di registrazione sono poi state depositate per abbigliamento e articoli di cancelleria. Infine, un diverso soggetto ha presentato domanda per la biancheria da letto per bambini.

Anche il Canada ha visto depositare al proprio ufficio marchi una domanda di tutela per il titolo “Sussex Royal” per contraddistinguere bevande alcoliche, e un’altra per sponsorizzare succhi di frutta e accessori da cucina.

Infine, anche un cittadino italiano residente in provincia di Bolzano, ha depositato il marchio “Sussex Royal” all’Ufficio dell’Unione europea per la Proprietà Intellettuale (EUIPO), e come lui altre imprese hanno richiesto di registrare lo stesso marchio, per prodotti diversi, in svariati stati europei.

È chiaro che tutti questi soggetti hanno depositato il marchio in malafede e con l’obiettivo di trarre vantaggio dalla notorietà altrui. In caso di registrazione, otterrebbero infatti un indebito vantaggio dall’agganciamento al carattere distintivo e alla rinomanza del marchio “Sussex Royal” con palese sfruttamento della notorietà che questo ha già acquisito ad oggi.

Per il momento i marchi identici citati in questo paragrafo sono soltanto depositati, ma se la coppia reale vorrà evitare la loro registrazione, dovrà opporsi alla registrazione di ciascuno di essi. D’altronde il fatto che “Sussex Royal” sia stato depositato dai Duchi soltanto nel Regno Unito, non vuol dire che non sia in qualche modo protetto anche in Europa o in America. Infatti, il codice della proprietà intellettuale prevede che “Se notori, possono essere registrati o usati come marchio solo dall’avente diritto, o con il consenso di questi, […] i nomi di persona, i segni usati in campo artistico, letterario, scientifico, politico o sportivo, le denominazioni e sigle di manifestazioni e quelli di enti ed associazioni non aventi finalità economiche, nonché gli emblemi caratteristici di questi” (art. 8, comma 3, C.p.i.).

Francesca Leoni – f.leoni@lascalaw.com

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