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Marchio Adidas dichiarato nullo dal Tribunale dell’Unione europea

Il Tribunale dell’Unione Europea ha confermato la decisione dell’Ufficio Europeo per la Proprietà Intellettuale (EUIPO) in cui si stabiliva l’annullamento del marchio comunitario di Adidas, che consiste in “tre strisce parallele applicate in qualsiasi direzione”.

La vicenda risale al 2013, quando il noto brand di scarpe e abbigliamento aveva depositato avanti l’EUIPO una domanda di registrazione del celebre marchio figurativo composto dalle “tre strisce”, come qui rappresentato:

Adidas-marchio

Il marchio, inizialmente registrato nel 2014, è stato, però, oggetto di un’istanza di dichiarazione di nullità depositata da un’impresa belga produttrice di scarpe che si era vista rifiutare un marchio a due strisce perché troppo simile a quello Adidas.

Nel 2016 la divisione di annullamento dell’EUIPO ha accolto la domanda di dichiarazione di nullità presentata contro il marchio Adidas, sulla base del rilievo che questo fosse privo di carattere distintivo, sia intrinseco, sia acquisito in seguito all’uso.

L’art. 7, par. 1 lett. b) del Regolamento n. 207/2009 sui marchi comunitari stabilisce, infatti, che sono esclusi dalla registrazione i marchi privi di carattere distintivo. D’altro canto, l’art. 52 dello stesso Regolamento statuisce che, qualora un marchio comunitario sia stato registrato in contrasto con l’art. 7 par. 1 lett. b) non può esser dichiarato nullo se, in seguito all’uso che ne è stato fatto, dopo la registrazione ha acquisito carattere distintivo per i prodotti e servizi per i quali è registrato.

Proprio su questo punto di diritto, la Adidas AG ha fondato il ricorso che ha presentato dinanzi all’EUIPO contro la decisione di annullamento del proprio marchio. Non ha contestato l’assenza di carattere distintivo intrinseco del marchio controverso, ma, al contrario, ha sostenuto che questo aveva acquisito un carattere distintivo in seguito all’uso.

Nonostante ciò, nel 2017, la seconda commissione di ricorso dell’EUIPO ha respinto il ricorso, confermando la valutazione della divisione di annullamento.

Da ultimo, la Adidas ha presentato ricorso al Tribunale dell’Unione Europea contro tale decisione dell’EUIPO. Ma, di nuovo, con sentenza del 19 giugno 2019, il Tribunale UE ha respinto il ricorso proposto da Adidas AG, confermando la decisione impugnata.

Il Tribunale del Lussemburgo, dopo aver esaminato gli elementi di prova prodotti dalla ricorrente, ha stabilito che la Adidas non aveva dimostrato che il proprio marchio avesse acquisito, in tutta l’Unione Europea, un carattere distintivo in seguito all’uso che ne è stato fatto. Infatti, le prove addotte a conferma della riconoscibilità del suo marchio riguardavano soltanto cinque Paesi dell’Unione Europea e quindi non risultava rispettato il requisito della copertura totale degli stati membri dell’Unione.

Di conseguenza, la commissione di ricorso ha ritenuto che il marchio controverso dovesse essere dichiarato invalido perché registrato in violazione dell’articolo 7, par. 1, lett. b) del Regolamento sui marchi comunitari, in quanto privo di carattere distintivo, sia intrinseco sia acquisito in seguito all’uso.

Gli effetti di tale sentenza sono stati subito evidenti sul piano borsistico. Al momento della pronuncia, infatti, il titolo della società, che veniva da un lungo periodo di crescita, è immediatamente crollato in borsa.

Ad oggi, non resta che attendere di sapere se la Adidas deciderà di fare appello alla Corte di Giustizia Europea per continuare a far valere le proprie ragioni.

Tribunale dell’Unione europea, 19 giugno 2019, causa T-307/17

Francesca Leoni – f.leoni@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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