Contratti Bancari

Mancato pagamento di rate di mutuo e segnalazione legittima in Centrale Rischi

–           di Valerio Sangiovanni, in Il Corriere del Merito n. 6/13, pag. 629

L’articolo in esame è posto a commento dell’ordinanza 21 novembre 2012, resa dal Tribunale di Milano nell’ambito di un procedimento cautelare, promosso da una società per ottenere la cancellazione della segnalazione del suo nominativo in Centrale Rischi, operata – a suo dire illegittimamente – da un istituto di credito.

Il Collegio ha ritenuto che, pur essendo sempre necessaria una valutazione della complessiva situazione debitoria del cliente prima di procedere con la segnalazione, nel caso di specie la banca avesse ben  operato, atteso che la società aveva pagato in ritardo soltanto una delle trentasei  rate del mutuo erogatole. Il Tribunale di Milano non ha tenuto in considerazione la difesa della ricorrente, la quale sosteneva l’illegittimità della segnalazione, perché il mutuo era stato concesso per estinguere il saldo passivo di un conto corrente sul quale, sempre secondo la prospettazione della correntista, sarebbero stati registrati addebiti illegittimi. I giudici, invece, hanno osservato che tramite la sottoscrizione del mutuo l’originario rapporto era stato sostituito da una nuova relazione contrattuale, al cui esame ci si doveva limitare in sede cautelare.

L’Autore, prima di tutto, richiama la normativa che disciplina la materia e pone l’attenzione sul fatto che la segnalazione in Centrale Rischi, pur essendo un dovere per le banche, deve essere eseguita con attenzione, in quanto può implicare responsabilità per il soggetto segnalante, laddove effettuata in assenza dei presupposti di legge. A tal fine, occorre considerare che il credito si ritiene deteriorato in diverse situazioni, caratterizzate da differenti gravità, ovvero:

–          crediti scaduti = in questo caso ci si può interrogare su quanto tempo debba trascorre prima di considerare il ritardo nel pagamento non più tollerabile;

–          crediti ristrutturati = l’ipotesi ricorre allorché la banca acconsenta ad apportare modifiche al debito originario, stante l’aggravarsi della situazione del debitore;

–          crediti incagliati = sono esposizioni a carico di soggetti in temporanea difficoltà, che si confida possano riprendersi;

–          crediti in sofferenza = sono dati dalle esposizioni dei soggetti che versano in stato di insolvenza.

La categoria più problematica è sicuramente l’ultima, anche perché una segnalazione di tal genere comporta praticamente il blocco dell’operatività di una società presso le banche. Ebbene, tranne qualora l’insolvenza sia stata accertata giudizialmente, negli altri casi è necessario che l’intermediario, prima di procedere con la segnalazione in sofferenza, valuti la complessiva situazione finanziaria del cliente, non essendo sufficiente il mero inadempimento nei suoi confronti.

L’Autore ricorda, dunque, gli interventi più importanti della giurisprudenza in materia, soffermandosi ad esaminare le conseguenze di una eventuale illegittima segnalazione. L’ultima parte dell’articolo è, quindi, dedicata all’esame dei danni derivanti da una segnalazione non conforme a prudenza e allo strumento cautelare a tutela del soggetto segnalato.

(Simona Daminelli – s.daminelli@lascalaw.com)

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