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Mancato pagamento del canone di locazione: decide sempre il Tribunale

E’ rimessa alla competenza per materia del Tribunale la controversia avente ad oggetto l’inadempimento dell’obbligazione contrattuale del conduttore di pagamento del canone locativo, a prescindere dal valore dei canoni dovuti”.

Con l’ordinanza in commento, la Corte di Cassazione conferma il proprio pregresso orientamento per il quale la competenza a decidere sulle questioni di locazione, anche relativamente ai mancati pagamenti del canone per importi inferiore ad euro cinquemila è sempre del Tribunale, trattandosi di una competenza per materia e non per valore.

La Cassazione conferma la competenza del Tribunale che, per tutte le questioni relative alla locazione, deve intendersi funzionale e per materia, non rilevando, in particolare, il fatto che l’importo in questione sia inferiore ad euro cinquemila.

In giurisprudenza si è posta la questione relativa alla competenza per le controversie relative ai canoni di locazione per importi inferiori ad euro cinquemila.

Ad un orientamento, minoritario, che assegna al Giudice di Pace la competenza in caso di canoni di locazione per importi inferiori ad euro cinquemila, si contrappone un orientamento, ormai ampiamente maggioritario, che assegna tale competenza al Tribunale per materia.

In tal senso, si è affermato che le controversie in materia di locazione immobiliare esulano dalla competenza del giudice di Pace, perché, a seguito della soppressione dell’ufficio del pretore, con la conseguente abrogazione dell’art. 8 c.p.c. ad opera del d.lgs. n. 51/1998, la competenza in materia di locazioni di immobili urbani è stata espressamente attribuita al tribunale.

Vediamo adesso quali sono le cause locatizie.

Sono da considerarsi tali – e quindi di competenza del Tribunale – non solo le cause relative all’accertamento, all’esecuzione ed allo scioglimento dei rapporti di  locazione di immobili urbani, ma anche quelli inerenti e conseguenziali allo scioglimento dei predetti rapporti, quali, appunto, quelle relative alla restituzione del deposito cauzionale ed al pagamento degli interessi sulle somme versate a tale titolo, posto che le relative domande traggono la propria origine dal pregresso rapporto locatizio.

La regola generale prevede che sia invece competente il Giudice di Pace (nei limiti della sua competenza per valore) in ordine alle controversie aventi ad oggetto pretese relative a beni mobili, ancorché abbiano la loro fonte in un rapporto riguardante un bene immobile, salvo che la questione proprietaria non sia stata oggetto di una esplicita richiesta di accertamento incidentale di una delle parti.

In particolare, tra le controversie attribuite alla competenza per materia del Giudice di Pace dall’art. 7, comma 3, c.p.c., inerenti alle modalità d’uso dei servizi e dei beni condominiali, rientrano non solo quelle che insorgano tra il condominio ed i singoli condomini ovvero tra i condomini, ma anche quelle, con identico oggetto, che coinvolgano soggetti diversi dai partecipanti alla collettività condominiale i quali siano, pur tuttavia, legittimati, per altro titolo (a titolo di esempio, la locazione di unità immobiliari comprese nello stabile in condominio ovvero, come nella specie, l’esercizio di diritti di servitù su aree di pertinenza condominiale), all’uso delle parti comuni e dei servizi ad esso relativi.

Cass., 30 luglio 2019, n. 20554

Valeria Bano – v.bano@lascalaw.com

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