La mediazione è obbligatoria anche per il fideiussore?

Il mancato esperimento della mediazione comporta il passaggio in giudicato del decreto ingiuntivo

Con la sentenza delle Sezioni Unite del 18 settembre 2020 il contrasto giurisprudenziale relativo all’individuazione della parte processuale a cui attribuire l’onere di attivazione del procedimento di mediazione nei giudizi di opposizione a decreto ingiuntivo sembrava aver trovato una sua definitiva soluzione, ma non è così.

Con la sentenza in commento il Tribunale di Firenze ha, infatti, rimesso in discussione il principio espresso nella predetta sentenza, riaccendendo il dibattito sull’argomento.

In breve, il principio di diritto enunciato dalle Sezioni Unite – che, lo si ricorda, erano intervenute per dirimere il contrasto giurisprudenziale sorto tra quella parte della giurisprudenza che riteneva di porre a carico della parte opposta l’onere di introdurre la mediazione e quella parte che, invece, riteneva gravata di tale onere parte opponente – è il seguente: “ Nelle controversie soggette a mediazione obbligatoria ai sensi dell’art. 5, comma 1-bis, del d.lgs. n. 28 del 2010, i cui giudizi vengano introdotti con un decreto ingiuntivo, una volta instaurato il relativo giudizio di opposizione e decise le istanze di concessione o sospensione della provvisoria esecuzione del decreto, l’onere di promuovere la procedura di mediazione è a carico della parte opposta; ne consegue che, ove essa non si attivi, alla pronuncia di improcedibilità di cui al citato comma 1-bis conseguirà la revoca del decreto ingiuntivo”.

Ebbene, il Tribunale di Firenze con la recentissima sentenza in commento, discostandosi da detto principio, ha dichiarato sì l’opposizione improcedibile, ma traendone l’opposta conseguenza che “l’improcedibilità della presente opposizione comporta la definitiva cristallizzazione e passaggio in giudicato del predetto decreto ingiuntivo.

Il Tribunale di Firenze è giunto a questa conclusione seguendo un iter logico ineccepibile e condivisibile. Partendo dal presupposto che il D.Lgs. 28/2010 si limita a rilevare che l’attivazione della mediazione delegata è condizione di procedibilità della domanda giudiziale, senza tuttavia individuare le conseguenze dell’inosservanza dell’ordine del giudice, il Tribunale ha, infatti, ritenuto che “qualora si verta in ambito di opposizione a decreto ingiuntivo, la domanda che diviene improcedibile è la domanda formulata con l’atto di citazione in opposizione (ed eventualmente con la comparsa di risposta o con comparse di terzi) e, conseguentemente, in ossequio ai principi processuali propri di tale procedimento speciale, ai quali del resto la normativa in tema di mediazione non deroga espressamente, nel caso di improcedibilità del giudizio di opposizione, come nel caso di relativa estinzione, gli effetti del decreto ingiuntivo vengono definitivamente a consolidarsi (art. 653 c.p.c.).”.

Sulla base di tale assunto, il Tribunale di Firenze ha osservato che “Opinare diversamente, ritenere cioè che la mancata instaurazione del procedimento di mediazione conduca alla revoca del decreto ingiuntivo, si porrebbe infatti in contrasto rispetto alle regole processuali proprie del rito, in quanto si porrebbe in capo all’ingiungente opposto l’onere di coltivare il giudizio di opposizione per garantirsi la salvaguardia del decreto opposto, in contrasto con l’impostazione inequivoca del giudizio di opposizione come giudizio eventuale rimesso alla libera scelta dell’ingiunto.”

Giustamente, dunque, il Giudice ha ritenuto che imporre ad una parte (l’opposto) che già è munita di un titolo (il decreto ingiuntivo) che si consolida in caso di estinzione del giudizio e che può ritenersi non interessata alla prosecuzione della lite, di attivarsi anche laddove l’altra parte (l’opponente), non si dimostri più interessata all’esito della stessa, condurrebbe ad un risultato opposto rispetto a quello, deflattivo per il sistema giudiziario, che l’istituto della mediazione si propone di raggiungere.

Sulla base di tali assunti, non essendo stato instaurato nel caso di specie il procedimento di mediazione, il Tribunale ha, dunque, concluso per la dichiarazione di improcedibilità dell’opposizione e la conferma del decreto opposto.

Rimane da vedere se questo del Tribunale di Firenze rimarrà un orientamento isolato o se, invece, la sentenza in commento riaprirà un dibattito sul punto.

Trib. Firenze, 23 marzo 2021

Maria Francesca Mazzeo – m.mazzeo@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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