Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Mancata prova opponente, decreto esecutivo provvisoriamente

“In ordine alla dedotta incompletezza della documentazione fideiussoria sottoscritta, l’importo massimo garantito e la data della fideiussione appaiono specificati, risolvendosi la predetta eccezione in eccezione di abusivo riempimento absque pactis e non contra pacta, non essendo stato dimostrato quale sarebbe stato il contenuto obbligatorio della lettera di fidejussione invece disatteso dal riempimento abusivo, e pertanto una eccezione di tal fatta appare infondata, posto che la denunzia dell’abusivo riempimento di un foglio firmato in bianco postula la proposizione della querela di falso laddove il riempimento risulti avvenuto absque pacti”.

Questo il principio a cui si è conformato il Tribunale di Latina, in sede di prima udienza di un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, e per l’effetto ha concesso la provvisoria esecutorietà del titolo opposto, non ritenendo fondate le eccezioni ex adverso formulate in tema di disconoscimento dei contratti fideiussori, nonché in merito alla presunta nullità delle fideiussioni per asserita violazione della normativa Antitrust.

In particolare è stata condivisa dal Giudice la difesa della conventa che, oltre a produrre tutta la documentazione utile a comprova del proprio credito, ha rilevato -tra le altre cose- come il semplice confronto operato ictu oculi tra le sigle apposte consentisse di apprezzarne l’unicità della mano.

Nello specifico, gli opponenti, in maniera inconferente, eccepivano da un lato la presunta non autenticità delle firme in calce alla fideiussione omnibus oggetto di causa, asserendo di non averle mai apposte e disconoscendo come proprie la scrittura e le sottoscrizioni,  e dall’altro lato sostenevano la non conformità della copia della fideiussione omnibus prodotta telematicamente dalla società creditrice rispetto all’originale. Entrambe le eccezioni sono state ritenute, prima facie, infondate dall’organo giudicante.

Degna di nota appare la ricostruzione del Giudice con riferimento alla asserita inidoneità probatoria della fotocopia delle lettere di fidejussione, laddove ha evidenziato: “come la contestazione non sia specifica, ai sensi dell’art. 2719 c.c., posto che gli stessi opponenti ammettono di aver sottoscritto le lettere di fidejussioni in atti, salvo a lamentare la incompletezza del contenuto, sotto tale profilo non scorgendosi alcuna discrasia tra la copia fotostatica in atti e l’originale

Vero è poi che  il giudice ha  rilevato “in ordine alla dedotta incompletezza della documentazione fideiussoria sottoscritta, come l’importo massimo garantito e la data della fidejussione appaiono specificati, risolvendosi la predetta eccezione in eccezione di abusivo riempimento absque pactis e non contra pacta, non essendo stato dimostrato quale sarebbe stato il contenuto obbligatorio della lettera di fidejussione invece disatteso dal riempimento abusivo, e pertanto una eccezione di tal fatta appare infondata, posto che la denunzia dell’abusivo riempimento di un foglio firmato in bianco postula la proposizione della querela di falso laddove il riempimento risulti avvenuto absque pactis ( cfr. ex multis, Cass., n. 5417/2014)”.

Sul punto la giurisprudenza statuisce, appunto, che “la denunzia dell’abusivo riempimento di un foglio firmato in bianco postula la proposizione della querela di falso tutte le volte in cui il riempimento risulti avvenuto “absque pactis” e, cioè, in assenza di uno specifico accordo sul contenuto del documento, non anche laddove il riempimento abbia avuto luogo “contra pacta”; ciò che rileva, dunque, ai fini della querela è che il riempitore non sia stato autorizzato al riempimento” (Cass. 22/08/2019, n.21587).

Il Giudice infine, nel concedere la provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo opposto e rinviare l’udienza per consentire l’avvio della procedura di mediazione obbligatoria, ha concluso, con riferimento alla eccezione di nullità delle fidejussioni in atti per violazione della normativa sulla concorrenza (per avere l’istituto di credito opposto riprodotto il modello ABI del 11.7.2013) “come non sia stata in fatto affrontata la tematica ex art. 1419 c.c.” (cfr. Cass. civ. Sez. 2, Sentenza n. 23950 del 10/11/2014).

Trib Latina, Ord., 2 maggio 2021

Federica Luri – f.luri@lascalaw.com

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