L’interesse è concreto. Se non ripeti, che interesse c’è?

Mancata mediazione: è improcedibile il giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo

Come noto, con la sentenza n. 24629/15, la Suprema Corte è finalmente intervenuta in materia di mediazione ed opposizione a decreto ingiuntivo, precisando che l’onere di introdurre il procedimento di mediazione obbligatoria ricade su parte opponente e che, di conseguenza, laddove non venga esperito il tentativo di conciliazione, deve dichiararsi l’improcedibilità della causa di opposizione.
Nonostante il chiaro tenore di tale decisione, alcuni giudici di merito continuano a ritenere che l’onere di avviare la mediazione gravi in capo a parte opposta.
In tale situazione di incertezza, si inserisce la sentenza oggi ricordata, che va ad appoggiare l’orientamento giurisprudenziale dominante, dichiarando chiaramente di condividere i principi espressi dai giudici di legittimità. In particolare, il Tribunale di Cosenza afferma: “L’assunto della Corte è fondanto sulla considerazione che la norma è stata costituita in funzione deflattiva e, pertanto, va interpretata alla luce del principio costituzionale del ragionevole processo e, dunque, dell’efficienza processuale. In questa prospettiva la norma, attraverso il meccanismo della mediazione
obbligatoria, mira – per così dire – a rendere il processo la extrema ratio: cioè l’ultima possibilità dopo che le altre possibilità sono risultate precluse. Quindi l’onere di esperire il tentativo di mediaizone deve allocarsi presso la parte che ha interesse al processo e ha il potere di iniziare il processo”. Ebbene, secondo il Giudice, sebbene nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo il creditore sia attore in senso sostanziale, invero, è il debitore che ha interesse e il potere di introdurre il giudizio di merito, ossia la soluzione più dispendiosa per il legislatore (di contro, il decreto ingiuntivo è rispondente alla logica della ragionevole durata del processo).”E’ dunque sull’opponente che deve gravare l’onere della mediazione obbligatoria perché è l’opponente che intende precludere la via breve per percorrere la via lunga”.

Trib. Cosenza, 5 maggio 2016, n. 582

22 giugno 2016

Simona Daminellis.daminelli@lascalaw.com

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