La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Mancata contestazione niente “istruzione”

Il Tribunale di Velletri chiamato a decidere su una controversia inerente l’applicazione di interessi usurari ed anatocistici con riferimento ad un contratto di conto corrente aperto nel 1993, ritenendo non assolto l’onere probatorio rigettava la domanda del correntista condannandolo al pagamento delle spese.

A corredo della propria richiesta, la società attrice allegava il contratto di apertura di conto corrente e le successive integrazioni, oltre agli estratti conto ma non si preoccupava di contestare specificatamente gli asseriti illegittimi addebiti.

La banca costituendosi in giudizio eccepiva la prescrizione decennale e contestava analiticamente le asserzioni affervarsie.

Nella specie, il Tribunale di Velletri evidenziava che: “quando il correntista intenda esercitare l’actio indebiti ai sensi dell’articolo 2033 c.c. è tenuto a dimostrare i fatti costitutivi del diritto alla ripetizione, ovverossia la nullità del titolo e l’avvenuta annotazione delle poste contestate, e quindi deve produrre, quanto meno, il contratto di conto corrente per dimostrare che esso contiene la pattuizione di clausole illegittime (come ad esempio l’anatocismo nel calcolo degli interessi) o la mancata pattuizione per iscritto, così come dovuto per legge (articolo 1284 c.c. e 117 TUB), di talune condizioni poi applicate al contratto (ad esempio il tasso d’interesse ultralegale e la commissione di massimo scoperto) e gli estratti conto integrali del medesimo rapporto di conto corrente, quale documento contenente la dettagliata indicazione dei movimenti del rapporto indispensabili alla verifica delle poste puntualmente addebitate e accreditate in conto che l’attore assuma illegittimamente addebitate”.

Sulla base dei suddetti principi il magistrato assegnatario riteneva di non accogliere la richiesta di ctu avanzata dalla correntista e riteneva la causa matura per la decisione.

Con sentenza del 18 dicembre 2019, il giudice adito rilevava la prescrizione delle rimesse per tutto il periodo anteriore alla notifica dell’istanza di mediazione occorsa nel 2006. Sottolineava poi, con riferimento all’anatocismo, come la banca si fosse tempestivamente adeguata alla delibera Cicr del 2000. Con riferimento all’usura invece, evidenziava la mancata specifica contestazione degli interessi pattuiti nel contratto di apertura ribadendo, dall’altro lato, l’inconfigurabilità dell’usura sopravvenuta.

Le domande dell’attrice venivano, pertanto, rigettate e la società condannata al pagamento delle spese processuali.

Trib. Velletri, 18 dicembre 2019

Valentina Vitali – v.vitali@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Chi è onerato della prova non usi gli scalari

Ai fini dell’efficacia della cessione di crediti in blocco è sufficiente la pubblicazione dell’...

Contratti Bancari

Fideiussore legale rappresentante della Società garantita

Con una recentissima pronuncia, il Tribunale di Milano, in sede di opposizione, ha concesso la provv...

Contratti Bancari

Indeterminatezza del tasso, il contratto è comunque salvo

La decisione in esame, emessa a conclusione di un giudizio ex art. 700 cpc seguito dal nostro Studio...

Contratti Bancari

X