A volte ritornano: il conflitto di interessi dell’amministratore di società

Manca l’indicazione dell’indicatore sintetico di costo (ISC)? Il mutuo è valido

Nel panorama del contenzioso bancario, una frequente contestazione avanzata dai mutuatari ha ad oggetto la mancata indicazione nel contratto di mutuo dell’indicatore sintetico di costo (ISC), parametro che indica in percentuale il costo effettivo del finanziamento erogato. Tale omessa indicazione costituirebbe, infatti, un vizio genetico del contratto che ne determinerebbe la nullità, mentre l’errata indicazione del medesimo comporterebbe la nullità solo della clausola che prevede gli interessi. Tale ricostruzione sarebbe suffragata dall’ottavo comma dell’art. 117 T.U.B il quale prevede che: “la Banca d’Italia può prescrivere che determinati contratti, individuati attraverso una particolare denominazione o sulla base di specifici criteri qualificativi, abbiano un contenuto tipico determinato. I contratti difformi sono nulli.”

Il Tribunale di Salerno, con un interessante pronuncia, rovescia tale impostazione, ritenendo che il contratto di mutuo oggetto dell’opposizione all’esecuzione, nella quale era chiamato a pronunciarsi, non sia nullo, sebbene l’ISC non sia chiaramente indicato.

Infatti, il documento di sintesi ad esso allegato riporta l’indicazione dei tassi corrispettivi e moratori, nonché delle commissioni e delle spese derivanti dal finanziamento, conformemente a quanto previsto dall’art. 3 sez. terza capitolo 1 titolo X delle Istruzioni di vigilanza della Banca d’Italia. Pertanto, il contratto è conforme al contenuto negoziale minimo ivi previsto, dal momento che l’ISC ha la sola funzione di rappresentare con un unico dato numerico il costo effettivo del finanziamento, che si può, tuttavia, ricavare dall’indicazione di tutte le altre voci.

Il Tribunale precisa, infatti, che se l’ISC fosse stato considerato un elemento indefettibile del contratto a pena di nullità, esso sarebbe stato richiamato dall’art. 3 sezione III delle già citate Istruzioni. Esso si trova invece nella sezione II, concernente la pubblicità e l’informazione precontrattuale: ciò significa che si tratta di uno strumento informativo, non di un requisito essenziale per la validità del contratto.

Dalla collocazione sistematica dell’indicatore sintetico di costo, il Giudice deduce quindi che, se nel contratto di mutuo è omessa l’indicazione dell’ISC, ma tale dato è comunque ricavabile dalla dettaglia indicazione di tutte le condizioni economiche necessarie a determinarlo, il medesimo contratto è pienamente valido.

Mariangela Bonera – m.bonera@lascalaw.com

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