Chi è onerato della prova non usi gli scalari

L’usura sopravvenuta non esiste

Il Tribunale di Lucca ha respinto l’opposizione a decreto ingiuntivo con cui l’opponente contestava l’usura sopravvenuta del finanziamento ed ha affermato che l’usura deve essere valutata con esclusivo riferimento alla pattuizione del contratto (ab origine).

Il Giudice, in sentenza, si è discostato dalle conclusioni del Perito d’Ufficio il quale affermava come il computo clausole di decadenza beneficio del termine, spese di recupero e sollecito avrebbero potuto comportare un ipotetico sforamento dal tasso soglia.

Sul punto, il Tribunale ha motivato il proprio discostamento affermando che l’usura sopravvenuta non può essere presa in considerazione: “questo giudice non condivide il quesito del precedente istruttore, con il quale si è demandato al C.T.U. l’accertamento del superamento (o meno) del tasso soglia di usura “nel corso del rapporto per cui è causa”, anziché limitarsi l’indagine peritale alla sola verifica dell’eventuale superamento ab origine del tasso soglia di usura, con esclusione del tasso soglia di usura sopravvenuta”.

Peraltro, il Giudice ha avuto modo di ricordare che la penale contrattuale non deve essere conteggiata ai fini dell’usura, in quanto costo meramente eventuale e non connesso all’erogazione del credito: “la penale contrattuale è irrilevante ai fini della valutazione dell’usura cd. oggettiva, in quanto le penali poste a carico del cliente – previste in caso di estinzione anticipata del rapporto – sono da ritenersi meramente eventuali, e quindi non vanno aggiunte alle spese di chiusura della pratica ai fini della valutazione del superamento della soglia usura. Il carattere meramente eventuale della corresponsione della penale esclude, altresì, che i relativi importi possano essere considerati come spese connesse all’erogazione del credito e, come tali, rilevanti ai fini della valutazione di conformità al tasso soglia (cfr. Tribunale di Milano 31.05.2019 n. 5189)”.

Per supportare la propria ricostruzione il Tribunale ha richiamato i principi fissati dalla Suprema Corte (sezione penale) secondo cui: “La “clausola penale” per la sua funzione (desumibile dal dettato degli artt. 1382-1386 c.c.) ex se, non può essere considerata come parte di quel “corrispettivo” che previsto dall’art. 644 cod. pen., può assumere carattere di illiceità, perché sul piano giuridico l’obbligazione nascente dalla clausola penale non si pone come corrispettivo diretto dell’obbligazione principale, ma è l’effetto susseguente ad una diversa causa che è l’inadempimento. Tale principio vale, ovviamente nella misura in cui le parti, con la “clausola penale” non abbiano dissimulato il pagamento di un corrispettivo (usurario) attraverso un simulato o preordinato inadempimento” (Cass. pen. 13.02.2018 n. 29010)”.

Trib. Lucca, 7 luglio 2020, n. 614

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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