L’usucapione accertata in sede di mediazione è opponibile al fallimento?

Con l’introduzione del procedimento di mediazione obbligatorio in materia di diritti reali di cui al D.Lgs. n. 28/2010 era sorto il dubbio della trascrivibilità degli accordi accertativi dell’usucapione stipulati in sede di mediazione.

La problematica è stata definitivamente risolta dall’art. 84 bis del D.L. n. 69/2013, convertito, con modificazioni, in Legge n. 98/2013, con il quale il Legislatore ha inserito nell’art. 2643 c.c. il punto n. 12 bis, ai sensi del quale devono essere resi pubblici – col mezzo della trascrizione – “gli accordi di mediazione che accertano l’usucapione con la sottoscrizione del processo verbale autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato”.

La predetta norma deve essere letta e coordinata con l’art. 45 L.F. – ai sensi del quale “le formalità necessarie per rendere opponibili gli atti ai terzi, se compiute dopo la data della dichiarazione di fallimento, sono senza effetto rispetto ai creditori” – nonché con l’art. 16, ultimo comma, L.F. – in forza del quale la sentenza dichiarativa di fallimento “produce i suoi effetti dalla data della pubblicazione” e gli effetti nei riguardi dei terzi “si producono dalla data di iscrizione della sentenza nel registro delle imprese”.

Deve, invece, ritenersi irrilevante per l’opponibilità nei confronti dei terzi e, dunque, anche ai fini di cui all’art. 45 L.F., la trascrizione della sentenza dichiarativa di fallimento in Conservatoria; invero, secondo l’orientamento ormai unanime della Cassazione, la funzione di annotazione della sentenza dichiarativa di fallimento non è quella di rendere la stessa opponibile ai terzi né quella costitutiva della trascrizione del pignoramento immobiliare, bensì quella di dare ai terzi la possibilità di conoscere la dichiarazione di fallimento, funzione che rende del tutto superflua la redazione di una nota di trascrizione.

Pertanto, ai sensi dell’art. 45 L.F., anche gli accordi di mediazione che accertano l’usucapione sono opponibili alla procedura concorsuale soltanto ove trascritti nei registri immobiliari prima dell’iscrizione della sentenza dichiarativa di fallimento nel registro delle imprese.

Tribunale di Torino, Sez. I Civile, 9 giugno 2016, n. 3276 (leggi la sentenza)

Silvia Alessandra Paganis.pagani@lascalaw.com

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