Notifica all’avvocato…se mi cancelli non vale

“Lungo termine” alla sentenza non notificata

Il termine breve per proporre impugnazione decorre solo a seguito della notificazione della sentenza impugnata, per il suo destinatario, non anche dalla notificazione del solo atto di impugnazione.

In tali termini si è espressa la recente Corte di Cassazione (con ordinanza 04-12-2018, n. 31251), precisando che la mera notificazione dell’atto di impugnazione “non determina per la parte che ne è destinataria la decorrenza del termine breve di impugnazione”.

L’art. 326 c.p.c., comma 1, infatti, prevede che il termine breve per proporre impugnazione, decorre espressamente dalla notificazione della sentenza.

La logica di tale orientamento dipende dal fatto che il destinatario che riceve un atto di impugnazione non necessariamente, per ciò solo, è stato posto nelle condizioni di conoscere la sentenza alla quale l’impugnazione si riferisce.

Per di più, la decorrenza del termine breve non presuppone la mera conoscenza della sentenza impugnata, ma è subordinata al compimento dell’unico atto formale e con funzione acceleratoria, che consiste appunto nella notificazione della sentenza secondo le previsioni degli art. 285 e 170 c.p.c.,

La giurisprudenza di legittimità si era già espressa in senso conforme a quanto appena chiarito (cfr. Cassazione civile sez. 2, 13/03/1997 n. 2250), affermando che “l’atto di impugnazione non è necessariamente idoneo a rendere edotta la controparte del complessivo tenore della sentenza a cui fa riferimento”, né consente di far presumere la sua conoscenza, pertanto, è inidoneo a far decorrere il termine breve di impugnazione (cfr. Cass. civ. Sez. III Sent., 05/08/2010, n. 18184).

A nulla giova, infine, che la sentenza in questione sia stata comunicata a mezzo pec dalla Cancelleria del Tribunale, in forma integrale, dovendo considerare il requisito della notificazione come espressamente stabilito dal legislatore e, quindi, non sostituibile dalla mera sua comunicazione.

La legge n. 114/2014 (di conversione del D.L. n. 90 del 2014), infatti, ha espressamente modificato il secondo comma dell’art. 133 c.p.c., stabilendo che “la comunicazione non è idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all’articolo 325”.

Cass., Sez. VI Civile – 2, 4 dicembre 2018, ordinanza n. 31251

Barbara Maltese – b.maltese@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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