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L’ordine di esibizione di documenti non è suscettibile di esecuzione forzata

Con la sentenza n. 7327 del 3 novembre 2020, il Tribunale di Napoli ha confermato l’orientamento giurisprudenziale formatosi in tema di onere della prova a carico del debitore nei giudizi finalizzati all’accertamento dell’applicazione di interessi ultralegali e/o anatocistici e conseguenze derivanti dal mancato ottemperamento, da parte della Banca, all’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c..

Nel caso sottoposto alla cognizione del Giudice partenopeo, la società attrice aveva convenuto in giudizio l’Istituto di credito al fine di accertare l’applicazione ad un contratto di conto corrente di asseriti: tassi ultralegali non pattuiti, interessi usurari, commissioni di massimo scoperto e capitalizzazione trimestrale non validamente pattuita, chiedendo la rideterminazione del saldo del conto corrente, anche previa C.T.U. contabile, e la condanna della Banca alla ripetizione delle somme indebitamente percepite.

A supporto delle sue pretese l’attrice aveva prodotto i soli estratti conto “a scalare” e chiesto che venisse ordinato alla Banca ai sensi dell’art. 210 c.p.c. di depositare tutti gli estratti conto ordinari dall’inizio del rapporto alla data di proposizione della domanda giudiziale.

Costituitosi in giudizio, l’Istituto di credito convenuto contestava, in via preliminare, l’improcedibilità delle domande per attuale vigenza del rapporto di conto corrente e, nel merito, l’infondatezza delle stesse chiedendone l’integrale rigetto anche per mancanza di prova.

Quanto alle richieste istruttorie formulate dall’attrice, la Banca rilevava l’impossibilità di produrre la documentazione richiesta per l’intervenuto decorso del termine decennale di obbligo di conservazione e di prescrizione di cui all’art. 2220 c.c.

Dopo aver respinto le istanze istruttorie e rinviato la causa per la precisazione delle conclusioni, con ordinanza riservata il Tribunale disponeva C.T.U. contabile e ordinava alla Banca convenuta, ai sensi dell’art. 210 c.p.c., il deposito degli estratti conto integrali e scalari dall’inizio del rapporto all’introduzione della lite.

La documentazione non poteva essere fornita dall’Istituto per il venir meno dell’obbligo di conservazione ex art. 2220 c.c.

Su tali premesse il Giudice, rilevata l’impossibilità di dar luogo alla C.T.U., rinviava la causa ai sensi dell’art. 281 sexies c.p.c. e, all’esito della discussione orale pronunciava la sentenza in commento.

Nella parte motiva della sentenza, il Tribunale di Napoli ha premesso che la parte attrice “onerata della prova dei propri assunti, non ha provveduto al deposito degli estratti conto integrali e scalari del rapporto”.

Ed infatti “Nel caso in cui sia il correntista ad agire in ripetizione, l’applicazione di principi generali sul riparto dell’onere della prova deve condurre a ritenere che il correntista abbia l’onere di produrre la documentazione contrattuale inerente al rapporto dedotto in giudizio. È infatti pacifico che il giudice può accertare d’ufficio una nullità inerente al contratto sulla base della documentazione e delle risultanze istruttorie fornite dalla parte cui incombeva il detto onere o comunque presenti in atti, ma non può esercitare d’ufficio attività istruttorie sopperendo al mancato assolvimento dell’onere relativo che fa capo ad una delle parti in relazione ai rapporti intercorsi con la controparte”.

Il Tribunale ha avuto quindi modo di affermare che non incide sulla ripartizione dell’onere della prova la circostanza che sia rimasto inadempiuto l’ordine di esibizione a carico della Banca imposto dal Giudice. Ciò sul presupposto che, come insegnato dalla giurisprudenza di merito e di legittimità (ex multis Cass. 18833/2003), “L’ordine di esibizione non è suscettibile di esecuzione coattiva, né per iniziativa del giudice, non esistendo nel codice di procedura disposizioni analoghe a quelle del c.p.p. circa il potere di ricercare documenti o cose pertinenti al reato, né ad iniziativa della parte interessata, non costituendo quell’ordinanza il titolo esecutivo e non potendo essere, quindi, attuata con gli strumenti di cui agli artt. 605 e ss. c.p.c.”.

La decisione del Giudice napoletano, quindi, si allinea al consolidato orientamento giurisprudenziale sul punto, ove anche di recente, ad esempio, con la sentenza n. 7634 del 10 aprile 2018 il Tribunale di Roma ha affermato che “la Suprema Corte ha costantemente evidenziato che l’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. deve essere tenuto distinto dalla produzione in giudizio dei documenti di cui la parte è direttamente onerata ex art. 2697 c.c.. Sicché esso non può essere considerato in funzione sostitutiva dell’onere probatorio, né l’istanza di parte, cui è subordinata la possibilità di emissione del provvedimento, può avere un effetto modificativo dell’incombenza legale derivante dall’applicazione del ridetto art. 2697 c.c. Peraltro, non può dimenticarsi che – ai sensi del citato comma 4 dell’art. 119 TUB la Banca può ritenersi legittimata a non conservare per oltre un decennio la documentazione legata al conto e quindi a non dare seguito all’ordine di esibizione per gli estratti precedenti al detto periodo”.

Poste tali premesse, il Tribunale di Napoli, tenuto altresì conto “del pari onere delle parti di conservare la documentazione bancaria afferente il rapporto di conto corrente e dell’assenza della contestazione della parte attrice correntista di non averla mai ricevuta, nonché della negligenza di quest’ultima ravvisabile nella produzione dei soli scalari afferenti al detto rapporto di conto corrente” ha considerato non assolto l’onere probatorio gravante sull’attrice, respingendone integralmente le domande.

In conclusione, quindi, viene ribadito che l’ordine di esibizione di documenti non è suscettibile di esecuzione forzata e che in mancanza di idonea produzione documentale le domande dell’attore, sul quale grava l’onere della prova, non possono trovare accoglimento.

Trib. Napoli, 3 novembre 2020, n. 7327

Antonio Ferraguto – a.ferraguto@lascalaw.com

Cristian Ciannella – c.ciannella@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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