Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

L’opposizione sana la nullità della notifica

La proposizione dell’opposizione ex art. 617 c.p.c., da parte dell’esecutato che denuncia la nullità della notifica dell’atto di pignoramento, dimostra che l’esecutato è a conoscenza dell’esecuzione e quindi l’avvenuto raggiungimento dello scopo della notifica. L’opposizione, quindi, sana la nullità della notifica dell’atto di pignoramento in applicazione dell’art. 156, ultimo comma, c.p.c.

Questo è l’orientamento consolidato della Corte di Cassazione che viene confermato anche dalla pronuncia in commento.

Nel caso in esame il debitore proponeva opposizione agli atti esecutivi in due riunite procedure lamentando l’omessa notifica degli atti. Nel corso del giudizio, l’opponente proponeva querela di falso avverso la relata di notifica del primo pignoramento. Il Tribunale adito rigettava l’opposizione rilevando che la querela era stata proposta da difensore sprovvisto di procura speciale. Avverso tale decisione il debitore proponeva ricorso in Cassazione e il creditore resisteva con controricorso.

La Corte di Cassazione ha rilevato che la querela di falso proposta era finalizzata alla denuncia della nullità della notifica dell’atto di pignoramento e, dunque, del pignoramento stesso. La Corte ha affermato di essere saldamente orientata nel ritenere che la proposizione dell’opposizione determina la sanatoria del vizio di notificazione dell’atto di pignoramento. Infatti, la funzione del pignoramento è quella di portare a conoscenza dell’esecutato l’avvio del processo espropriativo. La proposizione dell’opposizione è indice che il debitore esecutato era a conoscenza dell’inizio dell’esecuzione e, quindi, dimostra il raggiungimento dello scopo della notifica e sana la nullità come previsto dall’art 156, ultimo comma, c.p.c.

La Corte dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese in favore del controricorrente e al versamento dell’ulteriore contributo unificato come previsto dalla legge.

Cass., Sez. VI, 17 dicembre 2019 n. 33466

Sara Rovigo – s.rovigo@lascalaw.com

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