Diritto Processuale Civile

L’opposizione alla richiesta di pagamento del contributo unificato e’ di competenza del giudice tributario

Cass., Sezioni Unite, 17 aprile 2012 n. 5994

Massima: “L‘opposizione ex art. 617 c.p.c., con la quale si fanno valere asseriti vizi della cartella di pagamento emessa in esito ad iscrizione a ruolo del contributo unificato previsto dall’art. 9 d.p.r. 115/2002, rientra nella competenza giurisdizionale del giudice tributario, atteso che il contributo unificato in oggetto ha natura di entrata tributaria (cfr. Corte cost. 73/2005 e Cass., ss.uu. 3007/2008 e 3008/2008) e che il controllo della legittimità delle cartelle esattoriali, configurando queste atti di riscossione e non di esecuzione forzata, spetta, quando le cartelle riguardano tributi, al Giudice tributario (in base alla previsione degli artt. 2, comma 1, e 19 lett. a), d.lgs. 546/1992 ( cfr. Cass. ss.uu. n. 9840/2011)”

Il caso sottoposto al vaglio delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione Civile riguarda un contribuente che aveva proposto opposizione ai sensi degli artt. 615 e 617 c.p.c. dinanzi al Tribunale di Roma avverso una cartella di pagamento con cui gli era stato intimato il rimborso del contributo unificato e dei relativi oneri accessori riguardanti l’instaurazione di un giudizio dinanzi al Giudice di Pace.

I motivi di impugnazioni concernevano sia vizi di forma (violazione dell’obbligo dell’indicazione degli estremi dell’atto presupposto) che di sostanza (inesistenza del credito).

Si costituiva in giudizio il Ministero della Giustizia, eccependo il difetto di giurisdizione del giudice ordinario in luogo di quello tributario, attesa la natura del credito controverso.

Il Tribunale, tuttavia, accoglieva l’eccezione solo con riferimento all’opposizione all’esecuzione ex art. 615 c.p.c., mentre affermava la propria giurisdizione relativamente all’opposizione ex art. 617 c.p.c., accogliendo la stessa e dichiarando, di conseguenza, la nullità della cartella esattoriale.

Equitalia, a seguito di tale decisione, ricorreva in Cassazione che provvedeva a cassare la sentenza, stabilendo che la giurisdizione in materia di contributo unificato spetta al giudice tributario.

Tale decisione è la conseguenza della natura di tale credito che è di tipo tributaristico, con la conseguente applicazione del D. Lgs. 31 dicembre 1992 n. 546 che, all’art. 2, comma 1, così recita: “Appartengono alla giurisdizione tributaria tutte le controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie comunque denominati, compresi quelli regionali, provinciali e comunali e il contributo per il Servizio sanitario nazionale, nonché le sovrimposte e le addizionali, le sanzioni amministrative, comunque irrogate da uffici finanziari, gli interessi e ogni altro accessorio […]”.

Per tale ragione, la Suprema Corte di Cassazione, in ossequio al precedente orientamento, ha rimesso le parti dinanzi alla Commissione provinciale competente per territorio.

(Francesca Fumagalli – f.fumagalli@lascalaw.com)

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