Diritto dell'Esecuzione Forzata

L’opposizione a precetto per erronea applicazione della tariffa forense nella nota spese dell’avvocato rientra nell’opposizione all’esecuzione

Cass., 12 marzo 2013, Sez. III, n. 6102

Massima: “L’opposizione a precetto può configurare sia l’opposizione all’esecuzione, ai sensi dell’art. 615 c.p.c., sia l’opposizione agli atti esecutivi, ai sensi dell’art. 617 c.p.c. a seconda che il debitore contesti l’ammontare della somma con esso ingiunta, ovvero ne chieda la nullità per vizi formali: in entrambi i casi si contesta comunque il diritto della parte istante a procedere ad esecuzione forzata. Nel caso in cui si contesti l’erronea applicazione della tariffa forense, si configura comunque l’atto di opposizione all’esecuzione, dal momento che esso investe la sfera del diritto sostanziale del creditore ponendo in discussione il diritto a conseguire il credito”. (leggi la sentenza per esteso)

Con la pronuncia in commento, la Suprema Corte fa rientrare nell’opposizione all’esecuzione, e non in quella agli atti esecutivi, l’opposizione proposta contro un atto di precetto per l’erronea applicazione della tariffa forense formulata nella nota spese dell’avvocato. È, infatti, la sfera del diritto sostanziale del creditore ad essere investita, poiché in tal caso viene messo in discussione il diritto a conseguire coattivamente un determinato credito, e, pertanto, il diritto a procedere ad esecuzione forzata. Qualora venga proposta opposizione ad un atto di precetto, quest’ultima potrà integrare sia un’opposizione all’esecuzione, ai sensi dell’art. 615 c.p.c. (nel caso in cui venga in contestazione l’ammontare della somma ingiunta), sia un’opposizione agli atti esecutivi ai sensi dell’at. 617 c.p.c. (nel caso in cui l’opponente chieda la nullità del precetto per vizi formali). Nel primo caso, se l’opposizione viene accolta, persiste l’idoneità del precetto a fungere da presupposto per l’esecuzione, anche se per un minor ammontare. Nel secondo caso, invece, l’atto di precetto, fondato sul medesimo titolo, deve essere rinnovato.

Nel caso di specie la Corte di Cassazione ha affermato che l’opposizione proposta dall’esecutato per contestare delle somme indicate nell’atto di precetto e non dovute, in particolare non conformi alle tariffe legali professionali in vigore (si trattava di spese di registrazione di una sentenza), integra un atto di opposizione all’esecuzione.

(Stefano Scotti – s.scotti@lascalaw.com)

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