Contenzioso finanziario

L’onere di informativa attiva riguardo alla commercializzazione di polizze assicurative di tipo finanziario

Cass. Civ., Sez. III, 24 aprile 2015, n. 8412 (leggi la sentenza)

Con una recente pronuncia della Supema Corte è stato affermato il principio secondo cui “il dovere di una informazione esaustiva, chiara e completa, e quello di proporre al contraente polizze assicurative realmente utili per le esigenze dell’assicurato, sono doveri primari dell’assicuratore e dei suoi intermediari o promotori. Tali doveri scaturiscono dagli artt. 1175, 1337 e 1375 c.c.; e la loro violazione costituisce una condotta negligente, ai sensi dell’art. 1176, comma 2, c.c.. I doveri di cui si è appena detto hanno portata generale, ed in quanto dettati da norme di legge, prevalgono sulle norme regolamentari, quali i regolamenti dell’autorità di vigilanza, ed a fortiori sulle indicazioni contenute  in atti addirittura privi di potere normativo, quali le circolari dell’autorità amministrativa”.

La Corte di Legittimità, censurando la pronuncia resa dalla Corte d’Appello di Milano (che aveva escluso qualsivolgia diritto risarcitorio in capo all’assicurato, stante l’osservanza da parte della Compagnia degli obblihi informativi imposti dalla disciplina regolamentare di settore: Circolare ISVAP 19.6.1995 n. 249), ha affermato che “all’epoca della stipula delle polizze oggetto del presente giudizio era in vigore, da 58 anni, il codice civile. Il codice civile contiene gli artt. 1175, 1176, 1337 e 1375 c.c.. Queste norme, ovviamente già nel 2000, imponevano all’assicuratore prima della stipula del contratto: – di informare il contraente sui costi e sulla redditività della polizza; – di fornire informazioni esaustive; – di fornire informazioni utili; – di fornire informazioni chiare”, con la conseguenza che non poteva ritenersi adempiuto il compito della Compagnia di informativa precontrattuale.

In sostanza, quindi, secondo la Corte Regolatrice, “La Corte d’appello di Milano ha violato questi princìpi, in due modi: – da un lato, trascurando di applicare le norme codicistiche sopra ricordate; – dall’altro, attribuendo ad una circolare dell’ISVAP il ruolo di norma esaustiva della disciplina di settore, traendo così l’erronea conclusione che quel che non sia imposto dalla circolare, non sia per ciò solo necessario”.

Si afferma così il principio della predominanza della disciplina generale, rispetto a quella specifica indicata dalla normativa di settore.

29 aprile 2015

Paolo Francesco Bruno – p.bruno@lascalaw.com

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