Chi è onerato della prova non usi gli scalari

L’onere della prova…non passa mai di moda!

Ancora una volta la giurisprudenza di merito chiarisce come debba essere correttamente interpretato e conseguentemente applicato il principio generale di cui all’articolo 2697 c.c.

In un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo seguito dal nostro studio l’opponente contestava l’idoneità probatoria dell’estratto conto certificato ex art. 50 TUB prodotto dalla Banca opposta e la presunta usurarietà dei tassi d’interesse applicati al prestito personale azionato in sede monitoria.

Con riferimento alla prima contestazione, il Tribunale ha inteso aderire all’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale di merito secondo cui, se il credito azionato in sede monitoria trova origine in un contratto di finanziamento, ai fini della concessione del decreto ingiuntivo, non è necessaria la produzione dell’estratto conto ex art. 50 TUB, risultando sufficiente la produzione del solo contratto e del piano finanziario.

Il giudice ha, più in particolare, chiarito che: “Traendo, infatti, origine il relativo credito, non già da un’apertura di credito in conto corrente bensì da un mutuo, la Banca non ha alcun onere di produrre a conforto della richiesta di ingiunzione l’estratto conto certificato ex art. 50 T.U.B., essendo sufficiente, a tal fine, il contratto di finanziamento con l’allegato piano di ammortamento (cfr. Trib. Foggia n. 339/2017). Il credito dedotto in giudizio è pertanto comprovato dal contratto versato in atti (del quale non è stata disconosciuta la sottoscrizione da parte del debitore). Inoltre, la Banca opposta ha puntualmente risposto alle osservazioni di controparte in merito all’esatta determinazione del credito, documentando il numero di rate versate, il relativo importo e l’ammontare del credito residuo”.

La corretta interpretazione del principio dettato dall’articolo 2697 c.c. ha altresì determinato il rigetto delle avverse contestazioni in punto di presunta usurarietà dei tassi d’interesse applicati al prestito personale azionato in sede monitoria dalla Banca nostra Cliente.

Il Tribunale ha rilevato che parte opponente non ha specificato in modo puntuale né i tassi in concreto applicati dalla banca, né i trimestri nei quali si sarebbe verificato il superamento, con le relative percentuali per poi concludere che la stessa “non ha assolto al proprio onere probatorio, avendo lamentato del tutto genericamente che le clausole con cui sono stati pattuiti interessi corrispettivi e moratori sono nulle in quanto contenenti pattuizioni usurarie. Infatti, grava su chi deduce l’applicazione di un tasso usurario l’onere di allegare ed indicare i modi, i tempi e la misura del superamento del c.d. tasso soglia (ex plurimis Trib. Ferrara 05.12.2013)”.

Trib. Reggio Calabra, 5 novembre 2020, n. 1019

Anna Vicinanza – a.vicinanza@lascalaw.com

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