Comunione legale, finché pignoramento non ci separi

L’onere della prova: un principio liquido

In un procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo seguito dal nostro studio, i consumatori, con riferimento al contratto di apertura di credito a tempo indeterminato mediante la concessione di una carta di credito revolving, eccepivano: i) la carenza di forma scritta del contratto; ii) la presunta illegittima capitalizzazione degli interessi; iii) l’indeterminatezza del TAEG; iv) l’usurarietà dei tassi d’interesse applicati.

Il Tribunale di Lecce, richiamata la pronuncia n. 898/2018 emessa dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione al fine di confermare la validità del contratto, con la sentenza n. 2089 del 09-07-2021 ha applicato il principio delineato dall’articolo 2697 c.c. per rigettare le ulteriori contestazioni avversarie e confermare il decreto ingiuntivo opposto.

La censura inerente l’anatocismo è stata, infatti, rigettata “non avendo gli opponenti indicato né la presenza di una clausola a tal fine convenuta, né l’utilizzo, da parte della banca, di un concreto metodo di calcolo dei rimborsi che avrebbe consentito di apprezzare il verificarsi di tale effetto” (cfr. Trib. Lecce, sent. 2089 del 09-07-2021).

Con riferimento alla presunta indeterminatezza del TAEG, invece, il magistrato – evidenziato che lo scostamento tra tasso indicato in contratto e tasso presuntivamente applicato eccepito dagli attori non fosse “supportato da alcun dato concreto” – adeguandosi al principio reiteratamente argomentato dalla giurisprudenza di merito ha affermato che: “il taeg o isc, svolgendo unicamente una funzione informativa finalizzata a porre il cliente nella posizione di conoscere il costo totale effettivo del finanziamento prima di accedervi, non rappresenti una specifica condizione economica da applicare al contratto, con la conseguenza che la sua divergenza rispetto al tasso di fatto applicato non comporta una maggiore onerosità del finanziamento né mette in discussione la determinazione delle singole clausole contrattuali che fissano i tassi di interesse e gli altri oneri a carico del mutuatario” (cfr. Trib. Lecce, sent. 2089 del 09-07-2021).

Da ultimo, il Giudice – evidenziata “l’estrema genericità che connota la prospettata usurarietà del tasso corrispettivo” e che “gli opponenti non abbiano neppure indicato la consistenza numerica del palesato scostamento” – ha escluso l’inclusione della polizza assicurativa dal computo del TAEG perché facoltativa.

Anche con riferimento a tale aspetto, il Tribunale ha applicato il principio di cui all’articolo 2697 c.c. evidenziando che, in ogni caso, gli opponenti non avevano comunque dimostrato di essere stati obbligati alla stipulazione della polizza contestata.

Trib. Lecce, 9 luglio 2021, n. 2089

Anna Vicinanza – a.vicinanza@lascalaw.com

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