Contenzioso finanziario

L’onere della prova in materia di servizi di investimento

La Sig.ra Y conveniva in giudizio dinanzi al Tribunale di W la Banca X affermando che quest’ultima avrebbe negoziato diversi ordini di acquisto di titoli obbligazionari emessi dalla Repubblica Argentina (tra il 1998 ed il 2001) senza aver mai rappresentato alla cliente la rischiosità dell’acquisto all’atto del conferimento degli ordini stessi.
L’attrice domandava pertanto la restituzione dell'investimento e/o il risarcimento dei danni in conseguenza dell'ipotizzato inadempimento colpevole della banca.

Costituendosi in giudizio la Banca X contestava la sussistenza di una presunta condotta negligente del funzionario all’atto del conferimento degli ordini di acquisto della negoziazione degli strumenti finanziari oggetto di causa, dal momento che, in occasione del conferimento degli ordini, il dipendente aveva rappresentato per iscritto all’investitore la natura ed i rischi connessi all’acquisto di un titolo obbligazionario.
In particolare, sebbene la segnalazione di inadeguatezza degli investimenti non fosse stata riportata su ogni ordine di acquisto, risultava evidente il fatto che la Banca avesse ottemperato all’obbligo informativo previsto dall’art. 29 del Regolamento Consob n. 11522/1998 e che, comunque, l’investitrice avrebbe comunque dato corso alle operazioni di investimento pure in presenza di segnalazione di inadeguatezza degli acquisti.

Il Tribunale di W, in sentenza, ha avuto modo di soffermarsi con riguardo alla rilevanza di tale aspetto sotto duplice aspetto:
a. da un lato, infatti, ha confermato l’adempimento informativo dando atto che l’attrice era stata informata della inadeguatezza degli investimenti e, ciò nonostante, ha ritenuto di procedere all’investimento;
b. dall’altro lato, il fatto che tale avvertenza ed informativa fosse contenuta solo su alcuni degli ordini di acquisto, ha “indotto a ritenere che, anche con riferimento agli altri ordini, ove tale informazione non è stata fornita, l’avviso di inadeguatezza dell’operazione non avrebbe avuto esito diverso”.

La sentenza ha poi confermato che “vertendosi, nel caso in esame, in tema di risoluzione del contratto per inadempimento del dovere di informare il cliente dei rischi specifici connessi all’operazione, in tanto la domanda può essere accolta, in quanto vi siano elementi per affermare che, laddove il cliente fosse stato informato dei rischi dell’operazione, non avrebbe proceduto all’operazione. La violazione del dovere di informare da parte della banca deve aver avuto una rilevanza causale nel determinare il cliente all’investimento in valori mobiliari. Nel caso in esame tale rilevanza va esclusa, in quanto l’attrice ha proceduto all’acquisto dei titoli obbligazionari Argentina, anche quando è stata segnalata l’inadeguatezza dell’operazione”.

(Paolo Francesco Bruno – p.bruno@lascalaw.com)

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