La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

L’onere di contestazione tra specificità e tempestività

Il Tribunale di Catania, nel decidere una controversia in tema di credito al consumo, ha ribadito quali siano gli effetti processuali della mancata contestazione tempestiva delle domande ed eccezioni avversarie.

Nel caso in esame, il debitore opponeva il decreto ingiuntivo notificatogli dalla banca creditrice, tuttavia non svolgeva nessuna contestazione specifica né in relazione all’inadempimento né, tantomeno, in relazione alle clausole contrattuali. La sentenza, dunque, ha rigettato integralmente l’opposizione, affermando che la carenza di contestazioni specifiche e tempestive da parte del debitore aveva reso pacifiche le circostanze dedotte dalla banca opposta.

Il Giudice, in dettaglio, ha ricordato che tra i principi processuali vigenti vi è quello di “tempestiva contestazione”, per cui le contestazioni processuali devono essere svolte in maniera specifica e circostanziata non oltre i tempi previsti dal codice di rito, con l’effetto che il difensore deve curare non solo il contenuto delle difese, secondo un criterio di analiticità, ma anche il momento processuale in cui le svolge.

Sul punto, il Tribunale di Catania ha infatti affermato che: “è principio consolidato in giurisprudenza (ed oggi codificato nel novellato art. 115 c.p.c.) quello per il quale l’onere di contestazione tempestiva non è desumibile solo dagli artt. 166 e 416 c.p.c. ma deriva da tutto il sistema processuale come risulta: dal carattere dispositivo del processo, che comporta una struttura dialettica a catena: dal sistema di preclusioni che comporta per entrambe le parti l’onere di collaborare, fin dalla prime battute processuali, a circoscrivere la materia controversa”.

Il Giudice, peraltro, ha ricordato che tale principio trova fondamento anche nelle regole della c.d. correttezza processuale “dai principi di lealtà e probità posti a carico delle parti”, nonché nel principio di economia processuale: “che deve informare il processo, avuto riguardo al novellato art. 111 Cost.”.

Merita altresì attenzione l’analisi svolta dal Tribunale sugli effetti strettamente processuali che derivano dalla mancata contestazione tempestiva, dal momento che l’assenza di difese specifiche nei termini imposti dal processo non solo rende pacifico (e incontestabile) il fatto allegato ex adverso, bensì libera la controparte dall’onere di provare il fatto non contestato, in quanto non più suscettibile di alterazione: “ogni volta che sia posto a carico di una delle parti (attore o convenuto) un onere di allegazione (e di prova), l’altra ha l’onere di contestare il fatto allegato nella prima difesa utile, dovendo, in mancanza, ritenersi tale fatto pacifico e non più gravata la controparte dal relativo onere probatorio, senza che rilevi la natura di tale fatto, potendo trattarsi di un fatto la cui esistenza incide sull’andamento del processo e non sulla pretesa in esso azionata”.

In definitiva, la parte che si appresti a formulare difese processuali (in veste di attore e di convenuto) sopporta un onere di contestazione, che deve essere adempiuto in maniera completa sia sotto il profilo del contenuto, che deve essere specifico, sia sotto il profilo temporale, posto che una contestazione specifica eseguita tardivamente, ossia oltre i tempi fissati dal codice di rito, è priva di effetti.

Tribunale di Catania, 17 settembre 2019, n. 3706

Carlo Giambalvo Zilli – c.zilli@lascalaw.com

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