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L’onere allegatorio e probatorio grava sul correntista

“Ogni onere allegatorio e probatorio grava su chi agisce e ciò vale anche nell’ipotesi di domande di accertamento negativo, proposte dal correntista”.

Questa la conclusione cui è pervenuto il Tribunale di Roma pronunciandosi all’esito di un contenzioso, che ha visto respinte le domande attoree per difetto di allegazione degli estratti conto relativi al rapporto contestato.

La sentenza in commento è significativa poiché ha il pregio di soffermarsi sul tema dell’onere probatorio, argomento cruciale nell’ambito dei giudizi – quale quello attenzionato – instaurati dai correntisti nei confronti degli Istituti di credito.

In proposito il Dr. Scerrato intende anzitutto richiamare “come da consolidata giurisprudenza dell’Ufficio” che tale onere “grava esclusivamente sul correntista in relazione all’intero periodo dedotto in giudizio (cfr. Cass. 20693/2016, in tema di ripetizione di indebito ex art. 2033 c.c. in caso di pattuizioni in ipotesi invalide, ma il principio è valido in generale anche per le azioni di mero accertamento).”

Il Magistrato prosegue, poi, nel proprio ragionamento rimarcando come “(…) l’onere allegatorio e probatorio grava esclusivamente sull’attore ex art. 2697 c.c., il quale appunto deve allegare analiticamente le voci di indebita appostazione in conto (c.d. onere di contestazione specifica), non essendo invero sufficiente riportare meri orientamenti dottrinari o giurisprudenziali, e deve produrre il contratto (o i contratti) e tutti gli estratti conto relativi all’intera durata del rapporto (cfr. anche Cass. 21597/2013; Cass.9201/2015 in motivazione, proprio in tema di accertamento negativo e di prova dei fatti costitutivi ‘negativi’; Cass. 24948/2017; Cass. 4372/2018, in motivazione, in cui è stato ribadito, a margine di una sollevata eccezione di prescrizione, che il correntista, che agisca in giudizio per la ripetizione dell’indebito, ha l’onere di documentare l’andamento del rapporto con la produzione di tutti gli estratti conto: il principio evidentemente vale anche per l’accertamento, che è propedeutico alla domanda di ripetizione di indebito; Cass. 2660/2019 in motivazione).”

In definitiva, per il Tribunale, in conformità ai principi generali di cui all’art. 2697 c.c. (a cui, certamente, la materia bancaria non è sottratta) è l’attore/correntista che ha l’onere di provare la fondatezza della propria domanda (in tal caso di ripetizione dell’indebito e risarcimento del danno) producendo i contratti e tutta la sequenza degli estratti conto (“così da avere dati contabili certi in ordine alle operazioni registrate”).

Alla luce di tali considerazioni, posto che il CTU aveva rilevato, nel corso delle operazioni peritali, l’assenza degli estratti conto agli atti di causa, il Tribunale ha rigettato la domanda del correntista con condanna alle spese.

Tribunale di Roma, 11 settembre 2019, n. 17251 

Paola Maccarrone – p.maccarrone@lascalaw.com

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