Chi è onerato della prova non usi gli scalari

L’omogeneità insita nel 2,1%

Il Tribunale di Roma, nel recente provvedimento in commento, ha affrontato, ancora una volta, la questione dell’assoggettabilità degli interessi di mora alla normativa antiusura e, di conseguenza, il loro raffronto con la soglia normativamente determinata.

Pur evidenziando che la Suprema Corte ha ritenuto gli interessi moratori sottoponibili alla disciplina dell’usura, ha altresì rilevato che tale circostanza non implica che, ai fini della verifica dell’eventuale applicazione di interessi usurari, debbano cumularsi le diverse categorie di interessi pattuiti, né tantomeno che possano soggiacere alla medesima soglia, posto che gli stessi assolvono a funzioni diverse tra loro e non contribuiscono in egual misura alla determinazione dei criteri per le verifiche usura.

Gli interessi corrispettivi rappresentano, come noto, la remunerazione per il godimento di una somma di denaro concessa in prestito, mentre gli interessi moratori forfettizzano il danno causato dall’inadempimento o dal ritardato adempimento del mutuatario nella restituzione della somma ricevuta.

La diversità delle funzioni assolte non può far altro che rendere le due entità disomogenee e, per tale ragione, rendere difficile il raffronto delle stesse con la medesima soglia usura.

Il Giudice capitolino, pur premettendo di essere ben conscio del contenuto dell’ordinanza della Suprema Corte n. 27442/18, la quale – oltre ad affermare l’applicabilità anche agli interessi moratori della disciplina inerente gli interessi usurari – ha ritenuto incidentalmente non applicabile l’aumento del TEGM di 2,1 punti percentuali, ha precisato, tuttavia, di “non condividere tale conclusione (…). Si ritiene, infatti, che le argomentazioni contenute nella sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 16303 del 2018, intervenuta in materia del calcolo di interessi usurari in presenza della pattuizione di commissioni di massimo scoperto, siano applicabili anche al caso degli interessi moratori e che legittimino, per determinare il tasso soglia applicabile ai predetti interessi, al fine di  comparare dati omogenei, l’utilizzo del dato, indicato nei D.M., relativo alla media di maggiorazione degli interessi stabilita contrattualmente per i casi di ritardato pagamento”.

Precisate le ragioni per cui si ritiene non corretto raffrontare dati diversi al medesimo tasso soglia, il Tribunale ha avuto modo di concludere, evidenziando che “non essendo incluso nel calcolo del TEGM rilevato nei decreti ministeriali l’ammontare medio delle pattuizioni riguardanti gli interessi moratori (…), ed essendovi una rilevazione media di detto tipo di interessi in modo separato, al fine di consentire un raffronto di dati omogenei, tale dato, nel caso di specie il 2.1, andrà aggiunto al TEGM al fine di calcolare il tasso soglia per valutare l’usurarietà o meno dei tassi moratori pattuiti nelle diverse categorie di operazioni individuate nei decreti ministeriali medesimi. Pertanto, a prescindere dalla clausola di salvaguardia contrattualmente prevista, deve ritenersi che anche il tasso di interesse moratorio applicato nel contratto di mutuo in oggetto non sia usurario essendo minore al tasso soglia come sopra determinato”.

Pertanto, l’unica modalità attendibile per valutare l’usurarietà degli interessi di mora è quella che prevede la maggiorazione del TEGM di 2,1 punti percentuali, non essendo – nel caso contrario – omogenei i dati raffrontati, con conseguente irregolarità dell’operazione di verifica.

Il Giudice, infine, preso atto anche della particolare natura interpretativa della questione giuridica sottoposta alla sua attenzione, oggetto di un acceso dibattito in Giurisprudenza, ed in attesa della pronuncia delle Sezioni Unite della Suprema Corte in merito, ha ritenuto di compensare le spese di lite.

Trib. Roma, 20 febbraio 2020, n. 3476

Andrea Maggioni – a.maggioni@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Chi è onerato della prova non usi gli scalari

I giudici di merito mostrano di aver tenuto prontamente in considerazione quanto recentemente statui...

Contratti Bancari

Fideiussore legale rappresentante della Società garantita

“La concorrenza va tutelata nei confronti del cliente e non già nei confronti del fideiussore, ch...

Contratti Bancari

Il gioco delle parti nella verifica dei crediti

Il Tribunale di Caltanissetta nei giorni scorsi ha rigettato un ricorso ex art 700 c.p.c. promosso d...

Contratti Bancari

X