Contenzioso finanziario

L’omesso appello incidentale dell’investitore comporta il passaggio in giudicato per la domanda risarcitoria

Cass. Civ., Sez. III, 12 dicembre 2014, n. 26159

Con recente pronuncia resa dalla Corte di Legittimità (Cass. Civ., Sez. III, 12-12-2014, n. 26159) è stato affermato il principio secondo cui “Nel giudizio avente ad oggetto la chiesta declaratoria di nullità del contratto quadro, ovvero, in subordine, il suo annullamento per vizio del consenso o la sua risoluzione per inadempimento dell’intermediario, nonché, in ogni caso, la condanna dell’istituto di credito al risarcimento del danno, oltre che alla restituzione dell’indebito connaturata al venir meno del vincolo obbligatorio, è erronea, per motivazione insufficiente e contraddittoria, la pronuncia del Giudice di secondo grado che accolga la domanda risarcitoria formulata dall’investitore e già respinta in primo grado, ove sia stata dichiarata la nullità del contratto, con statuizione oggetto di appello incidentale inammissibile, perché tardivo. In ipotesi siffatte, invero, non può trovare ingresso nel giudizio di secondo grado una domanda risarcitoria non accolta dal Tribunale, che, conseguentemente, intanto può essere presa in considerazione in sede di gravame, in quanto in tale sede è stata fatta tempestivamente oggetto di appello incidentale”.

Nel giudizio di legittimità, la Banca deduceva la violazione degli artt. 343, 346 e 324 cod. proc. civ. e degli artt. 1453, 1218, 1223 e 2909 cod. civ., nonché insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia, ciò in quanto la Corte di Appello aveva accolto la domanda risarcitoria degli attori nonostante che tale domanda fosse stata respinta dal Tribunale (che aveva dichiarato la nullità del contratto) con una statuizione che era stata fatta oggetto da parte dei medesimi di un appello incidentale inammissibile perché tardivo.

Secondo la Corte Regolatrice gli appellanti, avevano difatti l’onere di proporre appello incidentale avverso la sentenza di prime cure, tenuto conto che essi si erano visti – in primo grado – respingere la domanda risarcitoria, considerato che il disposto dell’art. 346 cod. proc. civ. non poteva essere dagli stessi legittimamente invocato.

18 marzo 2015

Paolo Francesco Bruno – p.bruno@lascalaw.com

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