Diritto dell'Esecuzione Forzata

L’omessa annotazione del fondo patrimoniale nell’atto di matrimonio rende pignorabile la casa: lo rileva il Giudice d’ufficio

Cass., 28 settembre 2012, Sez. , n. 16526

Massima: ” Nel caso di opposizione all’esecuzione promossa dal soggetto che ha costituito il fondo patrimoniale contro il creditore che procede su di un bene che ne fa parte il giudice che rileva d’ufficio la mancata allegazione dell’annotazione della costituzione di detto fondo sull’atto di matrimonio in epoca antecedente la trascrizione del pignoramento non introduce nel processo una questione nuova ma si limita a rilevare che la domanda non è stata articolata con la deduzione di tutti gli elementi necessari, costituendo l’allegazione dell’annotazione della costituzione del fondo sull’atto di matrimonio un fatto costitutivo dell’opposizione per impignorabilità dei beni. ” (leggi la sentenza per esteso)

L’ art. 162 c..c., inerente le convenzioni matrimoniali, si applica anche alla costituzione del fondo patrimoniale, per cui lo stesso è opponibile ai terzi qualora vi sia l’annotazione del contratto a margine dell’atto di matrimonio. Al contrario, la trascrizione del vincolo per gli immobili ha valore di semplice pubblicità notizia e non serve a rendere opponibile il fondo patrimoniale.

Quando il soggetto che ha costituito il fondo patrimoniale propone l’opposizione all’esecuzione per impignorabilità del bene, l’annotazione della costituzione nell’atto di matrimonio rappresenta un fatto costitutivo della domanda di accertamento dell’inesistenza della pignorabilità che, altrimenti, non può essere sostenuta.

Pertanto egli ha l’onere di individuare l’annotazione nell’atto introduttivo dell’opposizione all’esecuzione in cui fa valere l’esistenza del fondo e l’inerenza del bene ad esso.

Il tema dell’esistenza dell’annotazione è pertanto un elemento necessario della domanda e se non lo si allega nel ricorso la domanda di accertamento del diritto di procedere ad esecuzione è fondata su fatti inidonei a giustificare la dedotta impignorabilità. E, il Giudice che anche in sede decisoria rilevi tale inidoneità non sta introducendo nel processo una nuova questione ma rileva in iure che la domanda sottesa all’opposizione non è stata articolata con la deduzione di tutti gli elementi necessari per giustificarla (cfr sent. Cass. Civ. n. 16526/12).

(Federica Martini – f.martini@lascalaw.com)

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