Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

L’OCC e la sua funzione di “ausilio” nella procedura di sovraindebitamento

Il Professionista nominato per la soluzione della crisi da sovraindebitamento deve effettuare la verifica e la valutazione sia della situazione in cui versa il debitore, sia delle sue condizioni personali, patrimoniali e reddituali, nonché la valutazione dello strumento da adottare, in via diretta e non in via mediata, per il tramite, cioè di un altro professionista, non potendo il suo compito ridursi al semplice controllo di un’attività svolta da altri.

Il Tribunale di Busto Arsizio, nel rigettare la proposta di accordo per la soluzione della crisi da sovraindebitamento presentata da alcuni debitori, ha ribadito la funzione di rilievo che deve svolgere il Gestore della Crisi nell’ambito della predisposizione della proposta di accordo e del piano.

Nella vicenda che ha interessato il Tribunale i debitori avevano presentato la proposta di accordo mediante una relazione predisposta e sottoscritta direttamente da un proprio difensore di fiducia.

Per il Tribunale del Sovraindebitamento tale proposta non può essere ritenuta ammissibile, in quanto in contrasto con gli articoli 7 e 9 della Legge 3/2012.

Dall’analisi di tali disposizioni emerge il principio in base al quale la soluzione della crisi da sovraindebitamento deve essere valutata dal Gestore della Crisi nominato dal Tribunale, in funzione di soggetto terzo ed indipendente rispetto alla posizione del debitore.

In ragione di ciò, il Tribunale di Busto Arsizio ha ritenuto opportuno far presente che se è pur vero che il debitore può rivolgersi ad un professionista di fiducia, è altrettanto vero che tale soggetto non potrà confezionare un piano o un accordo e sottoporlo per la rattifica al Gestore.

Compito del legale dei debitori è essenzialmente quello di “facilitare e favorire il contatto ed i rapporti, che spesso involgono questioni tecniche complesse, tra il debitore ed il Gestore”, senza sostituirsi di fatto a quest’ultimo.

Sul punto, la Legge 3/2012 non fa riferimento, infatti, ad alcun tipo di assistenza tecnica o di consulenza che sia diversa dall’ausilio obbligatario degli Organismi di Composizione della Crisi o del Gestore nominato dal Tribunale.

L’attività del Gestore della Crisi ricomprende tutta “una serie di accertamenti e, soprattutto, l’acquisizione dei dati necessari a verificare la condizione personale dell’istante, ad inquadrare la sua situazione debitoria e ad individuare lo strumento più idoneo alla soluzione della crisi da sovra indebitamento”.

Alla luce di quanto sopra esposto, va da sé che il debitore che vorrà accederà alla procedura di composizione della crisi dovrà a pena di inammissibilità rivolgersi ad un Organismo di composizione che poi nominare il Gestore, che dovrà verificare e valutare la situazione in cui versa il debitore in via diretta e non in via mediata, per il tramite cioè di un altro professionista, non potendo il suo compito ridursi alla semplice “supervisione” di un’attività svolta da altri.

Tribunale di Busto Arsizio, 14 ottobre 2016 (leggi la sentenza)

Maria Assunta D’Angelo – m.dangelo@lascalaw.com

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