Responsabilità Civile

L’obbligo di risarcimento a carico del notaio rogante che non esegue gli accertamenti catastali non viene meno neppure su espressa dispensa dell’acquirente

Cass., 13 giugno 2013, Sez. III, n. 14865 (leggi la sentenza per esteso)

Con la pronuncia in commento il Supremo Collegio affronta nuovamente il tema della responsabilità del notaio e ne sancisca ancora una volta la natura contrattuale in quanto, pur essendo il professionista obbligato ad una prestazione di mezzi e non di risultato, egli è comunque tenuto a predisporre tutti i mezzi di cui dispone in vista del conseguimento del risultato perseguito dalle parti, impegnando la diligenza ordinaria media rapportata alla natura della prestazione.

Ne consegue che la prestazione del notaio deve estendersi a tutte quelle attività, preparatorie e successive, necessarie in quanto tese ad assicurare la serietà e certezza dell’atto giuridico posto in essere in conformità con lo spirito della legge professionale (art. 1 l. 89/1913).

Muovendo da tale premessa, nel caso di specie, la Corte di Cassazione fa un passo ulteriore, riconoscendo creditori della corretta prestazione notarile tutte le parti del contratto rogando, anche quelle parti, quindi, che nel concreto non hanno stipulato il contratto di prestazione professionale.

Nei confronti della parte che non ha provveduto alla sua stipulazione, infatti, a detta del Supemo Collegio, il contratto per prestazione professionale svolge gli effetti del contratto in favore di terzo (art 1411 cc) con la conseguenza che quest’ultimo soggetto può far valere direttamente nei confronti del notaio promittente i suoi diritti alla corretta prestazione.

Alla luce di tali considerazione, dunque, solo la concorde volontà delle parti (e non solo quella del soggetto che ha concluso il contratto di opera intellettuale) può esonerare il notaio dallo svolgimento delle attività accessorie e successive tra cui il compimento delle cosiddette visure catastali e ipotecarie.

Nel caso di specie pertanto la Suprema Corte di Cassazione, ha confermato la sentenza della Corte d’appello, condannando il notaio rogante a rifondere all’acquirente (nonostante l’espresso esonero sottoscritto proprio da quest’ultimo), il danno patito a seguito del precetto notificato dalla banca ipotecaria, il quale, non essendo provato l’esito dell’intrapresa procedura esecutiva, è stato quantificato nell’importo precettato.

(Laura Pelucchi – l.pelucchi@lascalaw.com)

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