Diritto Processuale Civile

Lite temeraria: è ravvisabile una responsabilità ex art. 96 co. 3 cpc quando la parte abbandoni le contestazioni inizialmente proposte

Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, 29 maggio 2014, n. 4265 (leggi la sentenza per esteso)

Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, con la pronuncia in commento, ha arricchito di un’ulteriore fattispecie l’applicazione, nel merito, di quanto previsto dall’art. 96 co.3 cpc in materia di condanna al risarcimento del danno per lite temeraria.

Il Tribunale ha infatti affermato che la lite temeraria può essere dichiarata d’ufficio in tutte quelle ipotesi nelle quali la parte abbandoni totalmente, nel corso del giudizio, le domande inizialmente proposte.

Nel caso di specie, il debitore aveva proposto opposizione contro un atto di pignoramento notificato da un istituto di credito sostenendo la carenza di legittimità della banca pignorante e, in maniera del tutto generica , aveva dedotto l’inesistenza del credito poiché transato ed in ogni caso prescritto.

Nel corso del giudizio, però, le tematiche introdotte dall’opponente non venivano in alcun modo esplicate e argomentate da quest’ultimo, di fatto abbandonate.

Inoltre, alcune delle eccezioni svolte erano state oggetto di altro giudizio(opposizione a precetto sul medesimo credito) e nell’ambito del quale il debitore non aveva mai fornito alcuna documentazione a sostegno delle proprie affermazioni.

Alla luce di quanto emerso il Giudice, ha rigettato l’opposizione condannando d’ufficio il debitore ai sensi dell’art. 96 c.3 cpc.

A parere del Tribunale, una condotta siffatta, configurerebbe un’ipotesi di colpa grave, dimostrata dal non avere tenuto un livello di diligenza minima richiesto dall’ordinamento, giuridico nel valutare la fondatezza della vertenza instaurata.

Il Giudicante ha pertanto dimostrato di aderire ad un consolidato orientamento giurisprudenziale( Cass. Civ 30/06/2010 n. 15625)  che, proprio a questo riguardo, aveva già affermato che l’elemento fondante la responsabilità ex art. 96 c.3 cpc, fosse ravvisabile in un comportamento temerario in giudizio caratterizzato da dolo o colpa grave.

18 settembre 2014

(Matteo Mauro – m.mauro@lascalaw.com)

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