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L’iscrizione al Registro Imprese della domanda giudiziale con effetto prenotativo

Come noto, il sequestro giudiziario, al pari di ogni altra iniziativa cautelare, è caratterizzato dalla strumentalità rispetto all’azione ordinaria fatta valere nel giudizio di merito.

Ne consegue, dunque, che il ricorso ai sensi dell’art. 670 c.p.c. deve essere rigettato ogni qual volta:

❖ persegua finalità diverse da quelle sottostanti la domanda di merito;

❖ sia volto ad ottenere, per altre vie, ultronee ed irrituali, i medesimi risultati che potrebbero essere ottenuti in via ordinaria ed attraverso strumenti tipici approntati dall’ordinamento: trattasi, ad esempio, dell’effetto prenotativo assicurato dalla iscrizione della domanda giudiziale nel registro delle imprese.

Il principio di cui sopra trova conferma nella migliore e più recente giurisprudenza dei Tribunali delle Imprese di Milano e Torino:

Con riferimento al prospettato rischio di disposizione delle quote da parte della Cusaro, la quale potrebbe cederle ad un terzo acquirente, il quale, a sua volta, potrebbe essere tutelato nel suo acquisto, se in buona fede, va considerato come tale potenziale pregiudizio sia stato prospettato in termini meramente possibilisti e del tutto astratti, mentre, per poter ritenere sussistente l’opportunità di provvedere alla custodia temporanea, è necessaria la prospettazione di quel rischio in termini specifici e concreti, dal momento che la possibilità di disporre di un bene, di cui si ha la proprietà, è sempre ravvisabile e dunque dovrebbe ammettersi che, ogniqualvolta vi sia una controversia sulla proprietà, automaticamente dovrebbe essere concesso il sequestro giudiziario, senza che debbano essere operate ulteriori e specifiche valutazioni legate al caso concreto.  Non può peraltro trascurarsi di considerare come, quanto meno una parte della giurisprudenza (v. in tal senso Tribunale Milano 04/07/2014 R.G.V.G. 4123/2014), attraverso una lettura costituzionalmente orientata dell’art. 2470 c.c., ritenga che possa essere iscritto nel registro delle imprese, con efficacia prenotativo degli effetti della futura sentenza, la domanda introduttiva di un giudizio instaurato per conseguire il trasferimento della proprietà di quote di s.r.l., sicché, ad accedere a tale interpretazione, proprio il pericolo paventato di trasferimento ad un terzo, al quale gli effetti della eventuale pronuncia di annullamento non sarebbero opponibili, risulterebbe scongiurato, senza necessità di ricorrere ad una misura cautelare, quale quella del sequestro giudiziario  (Trib. Delle Imprese di Torino, G.I. Rigoletti, Ordinanza resa in data 06/12/2014: Compagnia Italiana Partecipazioni – Silvia Laura / Silvia Enrico – Cusaro Maria Antonietta).

Con riguardo all’inammissibilità della tutela cautelare quando il medesimo risultato sia raggiungibile con modalità “ordinarie”, basti considerare il provvedimento del Tribunale di Milano, con il quale si afferma la possibilità di iscrizione al registro imprese della domanda con “effetti prenotativi”: “deve parimenti constatarsi che l’iscrizione nel Registro finisce per assumere una funzione prenotativa, che sembra assimilabile a quella che governa i principi del sistema di trascrizione nei pubblici registri degli atti relativi a beni immobili, con l’unica differenza che, per questi ultimi, l’effetto prenotativo dell’annotazione pubblicitaria è automatico e consegue senz’altro al fatto stesso della trascrizione. Per le quote di s.r.l. l’iscrizione dell’atto nel Registro delle imprese produce effetto prenotativo se congiunta all’elemento della buona fede nell’acquisto. Se dunque l’iscrizione della sentenza che accerta, o produce, il trasferimento delle quote, assolve a una funzione simile a quella sottesa al regime delle trascrizioni, allora deve giungersi a includere, nell’ambito dell’integrazione interpretativa della disposizione di cui all’art. 2470 cc, anche la citazione introduttiva del giudizio instaurato per conseguire una delle statuizioni appena ricordate, possibilità espressamente assicurata nell’ambito della disciplina delle trascrizioni inerenti a beni immobili e ai beni mobili registrati. A tale conclusione si deve arrivare, in altri termini, in ragione della medesima ratio prenotativa che governa i due sistemi, con criterio interpretativo costituzionalmente orientato, al fine di scongiurare l’eccezione di illegittimità costituzionale per contrarietà al principio di uguaglianza ex art. 3 Cost. Deve quindi considerarsi assolutamente irragionevole che due sistemi aventi analoga finalità di risoluzione del conflitto tra più acquirenti del medesimo bene, possano essere assoggettati a regimi ingiustificatamente differenti. Occorre dunque concludere che, in applicazione dei principi di uguaglianza e di completezza delle iscrizioni, possa essere iscritta nel Registro delle imprese la domanda introduttiva del giudizio volto ad ottenere una statuizione in materia di trasferimento delle quote” (Trib. Di Milano, R.G.V.G. 4123/2014, 04/07/2014).

Alla luce delle pronunce di cui sopra, appare oggi ridefinito il perimetro della procedura cautelare in materia societaria, il quale sembra assumere così una funzione residuale, rispetto allo strumento dell’iscrizione al Registro delle Imprese della domanda avente ad oggetto le partecipazioni in una società. Non solo: appare doversi mettere altresì in discussione il tema della tipicità degli atti soggetti a iscrizione al medesimo Registro delle Imprese.

9 dicembre 2015

Maria Giulia Furlanetto m.furlanetto@lascalaw.com

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