La notifica non vale se non c’è la firma digitale

L’irregolarità della notifica è sanabile quando…

La Corte di Cassazione si è espressa in merito a due questioni riguardanti, la prima, i vizi della notificazione e nullità formali dell’atto di precetto e, la seconda, l’omessa notificazione del titolo in forza del quale l’esecuzione veniva incardinata.

Per quanto concerne la prima questione, la società ricorrente, con opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c., contestava la nullità dell’atto di precetto poiché, trattandosi di società in liquidazione, l’intimazione di pagamento non veniva notificata al liquidatore.

In risposta a tale motivo di doglianza sia il Tribunale di merito che la Corte di Cassazione applicano il principio generale della sanatoria della nullità della notificazione per il raggiungimento dello scopo disciplinato  dall’art. 156, co. 3 c.p.c.

L’art. 156, co. 3 c.p.c. sancisce il principio generale secondo il quale “ la nullità non può essere mai pronunciata se l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato”.

Tale principio generale deve essere applicato anche all’istituto delle notificazioni tutte le volte che l’atto, malgrado l’irritualità della notifica, sia pervenuto al destinatario e questi ne abbia avuto conoscenza (Cfr. Cass. 5 luglio 1994 n. 6346, Cass. 12 luglio 2002 n. 10143).

Nel caso de quo la tempestiva proposizione dell’opposizione  a precetto, da parte del liquidatore, comporta la sanatoria della nullità poiché alcun dubbio sorge in merito al raggiungimento dello scopo dell’intimazione.

Altra questione affrontata da questa Ill.ma Corte riguarda la nullità del precetto per omessa notifica del titolo esecutivo (decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo).

La società ricorrente contestava, inoltre, a fondamento dell’opposizione ex art. 617 c.p.c., la nullità/inesistenza del decreto ingiuntivo  posto alla base dell’intimazione di pagamento e la conseguente perdita  di efficacia dello stesso, ai sensi dell’art. 644 c.p.c.

L’inesistenza giuridica della notificazione del decreto ingiuntivo deve essere fatta valere con lo strumento dell’opposizione all’esecuzione  ex art. 615 c.p.c. oppure, ove si deduca un vizio riconducibile alla nullità della notificazione ciò deve essere eccepito, dal debitore, con un’opposizione tardiva al decreto ingiuntivo (Cfr. Cass. 3 ottobre 1997, n. 9679, Cass. 14 giugno 1999, n. 5884).

L’opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. non è proponibile per omessa notifica del titolo esecutivo provvisoriamente esecutivo poiché il decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo ex art. 642 c.p.c. costituisce titolo perfettamente valido per l’esecuzione forzata. In tal caso è sufficiente che l’atto di precetto, successivamente notificato al debitore, contenga la data di notificazione del suddetto titolo e gli estremi di essa (Cfr. Cass., 28 aprile 1975, n. 1656).

La terza sezione civile della Corte di Cassazione sostiene, per quanto concerne il caso di specie, quanto già precedentemente affermato dal tribunale di merito, ossia la qualificazione in termini di nullità, non di inesistenza, del vizio della notificazione del decreto ingiuntivo, effettuata ai sensi dell’art. 140 c.p.c., poiché non si tratta di notifica indirizzata in un luogo del tutto privo di collegamento con la società, ma di una mera irregolarità del procedimento di notificazione utilizzato.

Cass., Sez. III, 24 marzo 2016, n. 5896 (leggi la sentenza)

Maria Rosaria Carfora – m.carfora@lascalaw.com

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