Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

L’irregolarità della costituzione telematica nei giudizi iniziati prima del 30 giugno 2014

La Cassazione ha affrontato la problematica della irregolarità del deposito telematico dell’atto introduttivo del giudizio, compreso l’atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo, in relazione ai procedimenti contenziosi iniziati dinnanzi ai Tribunali prima del 30 giugno 2014, quindi anteriormente alle modifiche apportate dal d.l. n. 83/2015.

Nel caso di specie il Tribunale di Bergamo, con decreto motivato, aveva rilevato l’inammissibilità dell’atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo stante l’iscrizione a ruolo della fase di opposizione in via telematica. Il giudice di merito, infatti, non riteneva ammissibile il deposito telematico degli atti introduttivi del procedimento, in quanto l’art. 16-bis del d.l. 18 ottobre 2012 n. 179, convertito con l. del 17 dicembre 2012 n. 221 afferiva al solo deposito telematico di atti dei difensori delle parti già costituite.

La questione è, poi, giunta direttamente all’esame del Supremo Collegio che nel rigettare il ricorso per inammissibilità, in quanto l’impugnazione del provvedimento sarebbe dovuta avvenire secondo i normali criteri del giudizio di cognizione e, pertanto, con l’appello, in rispetto dell’art. 111 della Carta Fondamentale dei diritti; rilevava, nell’esercizio della propria funzione nomofilattica, l’importanza del thema decidendum della causa esaminando così il merito della stessa ed enunciando il principio in diritto nell’interesse della Legge sulla questione che il ricorso in sé proponeva.

La Corte, ha infatti sostenuto che “In tema di processo civile telematico, nei procedimenti contenziosi iniziati dinanzi ai tribunali dal 30 giugno 2014, nella disciplina dell’art. 16-bis del decreto-legge n. 179 del 2012, inserito dall’art. 1, comma 19, numero 2), della legge n. 228 del 2012, anteriormente alle modifiche apportate dal decreto-legge n. 83 del 2015 (che, con l’art. 19, comma 1, lettera a, n. 1), vi ha aggiunto il comma 1-bis), il deposito per via telematica, anziché con modalità cartacee, dell’atto introduttivo del giudizio, ivi compreso l’atto di citazione in opposizione a decreto ingiuntivo, non dà luogo ad una nullità della costituzione dell’attore, ma ad una mera irregolarità, sicché ogniqualvolta l’atto sia stato inserito nei registri informatizzati dell’ufficio giudiziario previa generazione della ricevuta di avvenuta consegna da parte del gestore di posta elettronica certificata del Ministero della giustizia, deve ritenersi integrato il raggiungimento dello scopo della presa di contatto tra la parte e l’ufficio giudiziario e della messa a disposizione delle altre parti”.

Cass., Sez. II, 12 maggio 2016, n. 9772 (leggi la sentenza)

Claudia Modestoc.modesto@lascalaw.com

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