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Liquidazione delle spese di lite nel giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo

È stato affermato che, all’interno di un giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo pignorato, oggetto della domanda sia il credito che lo stesso creditore sottoponga ad espropriazione forzata risultante dall’atto di pignoramento, ovverosia, equivalente alla somma precettata aumentata della metà. È a tale oggetto che deve essere parametrata la liquidazione delle spese processuali.

Il richiamato principio di diritto è stato oggetto di una recente ordinanza pronunciata dalla Corte di Cassazione.

Nel caso concreto, la società creditrice, a seguito dell’ottenimento di decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo e confermato in opposizione, tentava di pignorare, inutilmente, alcune partecipazioni societarie intestate al debitore. Successivamente, stante il tentativo infruttuoso, la società provvedeva al pignoramento delle somme dovute a titolo di finanziamenti soci infruttiferi da parte di un’altra società.

Sul punto, a seguito della mancata dichiarazione del terzo pignorato, la società creditrice proponeva il giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo pignorato.  Il Tribunale competente accertava la sussistenza del credito e la stessa pronuncia veniva successivamente impugnata dal terzo, che veniva, però, dichiarata inammissibile dalla Corte d’Appello poiché proposta oltre i termini di legge.

Il terzo pignorato adiva la Suprema Corte di Cassazione denunziando la violazione supposta.

La Corte di Cassazione nel dichiarare infondato il ricorso del terzo, evidenziava che il giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo pignorato, che era terminato con la sentenza impugnata, era stato introdotto con atto di citazione nel 2010 e, perciò, sottoposto all’applicazione del termine di sei mesi, così come riportato dalle norme codicistiche processuali inerenti la decadenza dell’impugnazione. La stessa ribadiva, inoltre, la natura autonoma del giudizio della causa di accertamento dell’obbligo del terzo pignorato, in quanto essa ha natura incidentale rispetto al pignoramento presso terzi, creando un giudizio civile differente.

Con riferimento alla questione inerente la quantificazione delle spese processuali all’interno del predetto giudizio, la Suprema Corte ha dichiarato che le stesse debbano essere costituite dal credito azionato con l’atto di pignoramento: importo riportato nell’atto di precetto incrementato della metà, qualsiasi sia il contenuto della dichiarazione o del valore del rapporto accertato da cui deriva il debito del soggetto terzo.

Concludendo, alla luce del menzionato principio di diritto introdotto con l’ordinanza in commento, gli ermellini hanno individuato che l’oggetto della domanda a cui vada parametrata la liquidazione delle spese processuali in un giudizio di accertamento dell’obbligo del terzo pignorato, vada determinata nella formula: importo precettato aumentato della metà, distaccandosi dal contenuto della dichiarazione del terzo contestata o dal valore accertato da cui ha origine il debito.

Cassazione, Sez. VI, 15 settembre 2020, n. 19104

Giulia Simontacchi – g.simontacchi@lascalaw.com

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