Contenzioso finanziario

L’intermediario finanziario non risponde dell’illecito del promotore se estraneo al rapporto

Cass., 4 marzo 2014, Sez. III, n. 5020 (leggi la sentenza per esteso)

Con sentenza n. 5020 del 4-03-2014 la Corte di Cassazione si è pronunciata in punto di responsabilità dell’intermediario finanziario per i danni imputabili ai promotori finanziari, escludendo la responsabilità del preponente per il fatto del preposto, avendo quest’ultimo effettuato due operazioni di prelievo non autorizzate.

La controversia aveva ad oggetto la richiesta di condanna – anche della banca – al risarcimento della provvista illecitamente distratta dal promotore, al quale erano stati comunicati dal cliente i codici dell’home banking.

Si è osservato che sebbene il disposto di cui all’art. 5, comma 4, della legge n. 1 del 1991 e l’art. 31, comma 3, del T.U.F. non circoscrive la responsabilità solidale del preponente alle ipotesi di investimento finanziario, postula tuttavia un nesso tra il danno e l’esercizio delle mansioni affidate al promotore finanziario.

Il nesso di causalità cui fa riferimento la norma citata è stato inquadrato dalla giurisprudenza come “occasionalità necessaria” (Cfr. Cass. n. 1741/2011).

La Corte adita ha rilevato che: “(…) perché sussista la responsabilità del preponente, è necessario (e sufficiente) che le attività svolte dal preposto abbiano determinato semplicemente una situazione tale da rendere possibile o comunque avere agevolato il comportamento produttivo del danno, a nulla rilevando che tale comportamento abbia esorbitato il limite delle mansioni o incombenze affidate o addirittura abbia integrato un’ipotesi di reato”.

In considerazione di ciò, è stata esclusa la responsabilità indiretta dell’intermediario, non configurandosi nel caso di specie quell'”occasionalità necessaria” utile a configurare la responsabilità indiretta dell’intermediario, avendo il cliente comunicato al promotore i codici personali dell’home banking per ragioni non riconducibili al compimento di operazioni finanziarie. La condotta del cliente determina dunque l’impossibilità di considerare il fatto illecito dipendente dalle mansioni affidate al preposto e ad un esorbito delle stesse, con conseguente esonero dell’intermediario finanziario.

26 marzo 2014 

(Carmela Prencipe – c.prencipe@lascalaw.com)

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