La sentenza Lexitor non sposta i termini della decisione

Come l’interesse legittimo può diventare usurario: l’escamotage dei periti avversari

Non è fondato l’escamotage di usare la formula TEG aggiungendo addendi non previsti al fine di ottenere usura, essendo evidente in matematica che se aggiungo un addendo in una formula che non lo comprende  ottengo un risultato evidentemente distorto e così dicasi per la c.d. commissione di anticipata restituzione equipollente a moratorio”.

Questo principio è stato espresso dal Tribunale di Busto Arsizio, con sentenza pubblicata il 12.06.2017, in riferimento a una causa di accertamento e condanna per asseriti illeciti su un rapporto di mutuo, promossa da un consumatore nei confronti di un noto istituto di credito cliente dello studio.

Il Tribunale in punto di usura motiva che, ai sensi dell’art. 644, co. V c.p., il momento nel quale verificare l’usurarietà del tasso è quella della conclusione del contratto. Per esempio in un contratto di mutuo, a tasso variabile, l’interesse può aumentare nel corso del rapporto e perciò l’analisi sul superamento del tasso soglia attiene al primo rateo con la conseguenza che non può il mutuatario nella formula TEG Banca Italia imputare le spese future al primo rateo.

Per le poste di interessi moratori e commissione di estinzione anticipata si deve ricorrere, invece, in assenza di comprensione di tali interessi nel TEG alla c.d. usura soggettiva e perciò a una valutazione discrezionale del giudice”.

In merito agli asseriti interessi anatocistici, il Giudicante ha ritenuto infondata l’eccezione di parte attrice “(…) in quanto l’art. 3 della Delibera CICR del 9.02.2000 consente che il moratorio valga su tutta la rata compresi capitale+interessi+spese. Nulla rileva che dal 1.10.2016 è entrata in vigore la nuova Delibera CICR del 3.08.2016 n. 343 con altri criteri in quinto tale deliberazione si applicherà ai contratti conclusi da tale data”.

Conclude il Tribunale che la “vera e unica questione è che i mutuatari per non pagare si inventano di fare rientrare nella formula TEG poste non contenute con la evidente e lapalissiana conseguenza che sempre vi è tasso usurario perché se in una formula matematica si aggiungono addendi non previsti in formula la stessa è snaturata e porta a risultati matematici aberranti”.

Tribunale di Busto Arsizio, 12/06/2017 (leggi la sentenza)

Carolina Baietta – c.baietta@lascalaw.com

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