Contenzioso finanziario

Linked life policies: la prova del corretto adempimento informativo dell’intermediario finanziario è per tabulas

Tribunale di Bologna, 25 maggio 2015, n. 1733 (leggi la sentenza) 

Si richiama l’attenzione su una recente sentenza resa dal Tribunale di Bologna (25.5.2015 n. 1733), resa nell’ambito di un contenzioso tra il sottoscrittore di una polizza sulla vita di tipo index linked e l’intermediario finanziario che ha negoziato quest’ultimo contratto.

In particolare, il sottoscrittore del predetto contratto lamentava la carenza di informativa di tipo precontrattuale (violazione della disciplina dettata dal Testo Unico della Finanza e Regolamento Consob n. 11522/1998) assumendo di non aver ricevuto informazioni specifiche in merito alle caratteristiche del prodotto assicurativo di tipo finanziario negoziato, tali da rendere consapevole la scelta operata dallo stesso contraente.

La pronuncia – che non manca di rilevare la sussumibilità del contratto oggetto di causa nell’alveo dei prodotti finanziari (evocando quanto affermato dalla Suprema Corte in tema: si veda Cass. Civ., Sez. III, 18.04.2012, n. 6061) – si sofferma sulla valutazione del quadro probatorio di tipo documentale offerto da parte dell’intermediario finanziario, in termini di adempimento informativo, sottolineando che “la proposta di assicurazione sulla vita Index Linked reca la sottoscrizione (non contestata) dell’attrice e deve ritenersi – perché in tal senso il modulo di proposta reca specifica dichiarazione della contraente – che unitamente alla proposta siano state consegnate le Condizioni di Assicurazione ove, come sopra detto, sono riportate le caratteristiche del prodotto e, soprattutto, è chiarito l’aggancio della polizza a paniere di titoli azionari e il diverso rendimento per il caso di vita o di morte dell’assicurato”.

Per inciso si osserva che, già altra autorevole Giurisprudenza di merito (Tribunale di Milano, 15.12.2014, n. 14917) aveva concluso per l’insussistenza di un inadempimento informativo dell’intermediario finanziario, dal momento che “è provato documentalmente che la banca ha consegnato all’attore la nota informativa e le condizioni di polizza, come specificamente dichiarato dallo stesso contraente nella proposta di contratto, quindi risultano fornite per iscritto le informazioni relative alla polizza, che sono intelleggibili e di agevole lettura, mentre nessuna prova è stata fornita dall’attore in ordine ad ulteriori e fuorvianti informazioni ricevute dalla banca”.

Da quanto sopra indicato (e da quanto emerso nell’agone giudiziario), quindi, il Giudicante rileva (e conclude) che: “i) la compiuta informazione in fase di trattative porta ad escludere una responsabilità pre-contrattuale ex art. 1337 c.c. ii) la pretesa violazione degli obblighi informativi prescritti agli intermediari finanziari dalla normativa specifica ex TUF prefigura, semmai, un inadempimento contrattuale che, se grave, può essere causa di risoluzione del contratto e/o, ricorrendone i presupposti di legge, di condanna risarcitoria ex artt. 1453/1223 c.c., ma nel caso di specie non è neppure argomentata, così come non sono dedotti, se non con generico richiamo alle norme del TUF e Consob, i fatti ed i comportamenti specifici in cui si sarebbe concretato l’inadempimento iii) l’evidenza documentale è contraria all’assunto della carenza di informazioni sul prodotto finanziario”.

15 luglio 2015

Paolo Francesco Bruno – p.bruno@lascalaw.com

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