Mark to market, sei elemento essenziale e determinabile?

L’informativa del contraente – investitore

Il Tribunale di Milano, con questa recentissima pronuncia, affronta vari temi relativi a polizze unit linked stipulate da parte attrice a seguito dell’operato di intermediazione della banca convenuta.

In primo luogo, l’attrice denuncia la nullità e l’annullamento dei contratti di polizza stipulati in quanto non rispondenti alle normative previste in materia di polizze vita.

Sul punto il Giudice ha premesso l’infondatezza delle doglianze avversarie per difetto di legittimazione passiva sostanziale, atteso che le riferite eccezioni avrebbero dovuto richiedere la citazione della controparte contrattuale, ossia l’assicuratrice emittente delle polizze sottoscritte.

In secondo luogo, controparte eccepisce che il consenso del suo assistito sarebbe stato carpito senza adeguata informazione.

In particolare, secondo la ricostruzione avversaria la banca non avrebbe reso edotto il cliente della connotazione finanziaria del prodotto oggetto di acquisto, nonché dei rischi assunti.

Ebbene, il Tribunale meneghino ha correttamente rilevato che, in ordine alla polizza n. 100604150.12, il contraente ha dichiarato “di avere preso visione ed esatta conoscenza delle condizioni contrattuali comprensive del regolamento della gestione separata e dei regolamenti dei fondi interni, che accetta in ogni loro parte” e ancora “di avere ricevuto prima della sottoscrizione del contratto, la documentazione precontrattuale relativa agli obblighi di comportamento del soggetto distributore (…) di avere ricevuto letto e compreso prima della sottoscrizione del contratto il fascicolo informativo mod. n. 5850617”.

Analoghe considerazioni valgono per la polizza n. 011354078.81 stipulata tra le parti

Inoltre, il Giudice ha ulteriormente osservato che “se pure il rapporto fiduciario con la banca potrebbe anche rendere verosimile che la lettura di tali documenti, lunga e complessa, sia stata saltata di comune accordo, resta il fatto che 1) da un lato tale ipotetica condotta (di mancata presa conoscenza) resta anzitutto imputabile a parte attrice e (…) in ogni caso 2) a fronte di un simile scenario, sarebbe stato onere allegare e provare non già una condotta meramente silente della banca in ordine ai rischi della polizza sottoscritta, bensì una condotta attiva volta a determinare in capo all’odierno attore un falso convincimento in ordine alle caratteristiche delle polizze”.

Ulteriore causa di nullità veniva ravvisata dall’attrice nella mancata evidenziazione delle clausole vessatorie sanzionate ex art. 1469 bissexies c.c..

Anche in questo caso, il Tribunale meneghino non ha ritenuto di dover accogliere la domanda di nullità avversaria in quanto “a parte il fatto che le stesse si rivengono nel codice del consumo, d. lgs. N. 206/2005, il punto è che neppure le stesse devono essere evidenziate. In ogni caso le dichiarazioni sottoscritte dall’odierno attore comprovano l’intervenuta conoscenza”.

Ciò posto, il Tribunale di Milano ha respinto le domande avversarie e condannato parte attrice al pagamento delle spese legali.

Trib. Milano,16 marzo 2021, n. 2226

Giulia Novara – g.novara@lascalaw.com

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