Crisi e procedure concorsuali

L’individuazione degli atti di straordinaria amministrazione nel preconcordato

Corte d’Appello di Venezia, 29 maggio 2014 (leggi la sentenza per esteso)

Si segnala ai Lettori di Iusletter una recente sentenza della Corte d’Appello di Venezia (C.A. Venezia, 29 maggio 2014) con la quale conformemente a quanto previsto dalla legge fallimentare si prevede che, laddove risulti il compimento di un atto di straordinaria amministrazione non autorizzato,il Tribunale può disporre la convocazione del debitore ed adottare un decreto di arresto del procedimento di pre-concordato, similmente a ciò che è previsto dall’art. 173 l.fall. per il caso di revoca del decreto di ammissione al concordato.

Ciò in quanto, come il compimento di un atto di straordinaria amministrazione privo di autorizzaazione ex art. 167 l.fall. conduce alla revoca del concordato, così il compimento di un atto di straordinaria amministrazione privo di autorizzazione ex art. 161, co. 6, l.fall. conduce alla dichiarazione di improcedibilità del pre-concordato

Non solo.

Il provvedimento offre qualche spunto di riflessione anche con riguardo alla individuazione degli atti di straordinaria amministrazione che, qualora posti in essere non autorizzati nella pendenza del termine ex art. 161, co. 6, l.fall., determinano l’improcedibilità del pre-concordato.

Si ribadisce, innanzitutto, che l’elenco dell’art. 167, co. 2, l.fall. è esemplificativo e non tassativo. L’individuazione va, infatti, effettuata  tenendo conto del fatto che tali atti  debbono, in genere, essere idonei a produrre effetti simili a quelli che producono gli atti espressamente elencati.

In tal modo  la concreta riconducibilità dell’atto in discussione alla categoria – generale ma residuale – degli atti eccedenti l’ordinaria amministrazione viene a dipendere dalla oggettiva idoneità dell’atto ad incidere negativamente sul patrimonio del debitore, pregiudicandone la consistenza o compromettendone comunque la capacità di soddisfare le ragioni dei creditori, alla cui tutela la misura della preventiva autorizzazione è predisposta.

Va pertanto revocata la sentenza dichiarativa di fallimento ed il precedente decreto con cui sia stata dichiarata l’inammissibilità del pre-concordato, con rimessione degli atti al Tribunale per il prosieguo, là dove risulti che la debitrice non ha posto in essere un atto di straordinaria amministrazione non autorizzato, bensì un atto di ordinaria amministrazione inidoneo ad incidere negativamente sul patrimonio della stessa.

19 giugno 2014

(Luciana Cipolla – l.cipolla@lascalaw.com)

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Not in my name: il falsus procurator di società di capitali

Quando la società è in stato di liquidazione, sulla base di quali criteri il giudice deve effettua...

Crisi e procedure concorsuali

Ipoteca: tutto è immobile finché l’immobile rimane…immobile

Un’opportunità di chiarezza circa le differenze intercorrenti tra due istituti giuridici: la revo...

Crisi e procedure concorsuali

Accertamento dell’insolvenza: fatti diversi…sentenza diversa!

Una recente pronuncia del Tribunale di Lecco chiarisce nuovamente le condizioni di ammissibilità al...

Crisi e procedure concorsuali

X