Il deposito cauzionale equivale a consegna materiale

L’improcedibilità dell’azione esecutiva per il mancato pagamento del fondo spese

La Corte di Cassazione ha osservato che l’inottemperanza al termine fissato dal giudice dell’espropriazione immobiliare per il versamento di un fondo spese, impedisce al processo esecutivo di raggiungere il suo scopo e ne legittima la chiusura anticipata, qualora il creditore non faccia istanza per una proroga del termine o per una rimessione in termini.

Nel caso di specie, a seguito di istanza di riduzione del pignoramento avanzata da uno dei debitori e accolta dal giudice dell’esecuzione, il creditore procedente rimaneva inerte nel pagamento del fondo spese per gli oneri di pubblicità.

Seppur il provvedimento col quale il giudice ordinava il pagamento del fondo spese era antecedente alla riduzione del pignoramento, il creditore procedente non riteneva di dover dare impulso alla procedura esecutiva nella sua interezza, ma solo per la vendita di quei beni ancora pignorati. Da qui l’inerzia di quest’ultimo, in attesa di chiarimenti da parte del giudice (o del delegato alla vendita) e il conseguente spirare del termine fissato per il relativo versamento.

Il giudice dell’esecuzione dichiarava però l’improseguibilità del processo esecutivo per la scadenza del termine per il versamento del fondo spese

Il creditore proponeva, quindi, opposizione agli atti esecutivi, che veniva accolta dal Tribunale di Catania (sentenza del 05.12.2018, n. 4763), il quale osservava che l’inerzia del creditore procedente dovesse considerarsi ragionevole, considerata la volontà di costui di non voler dare impulso alla vendita dell’intero compendio. Il Debitore ricorreva in Cassazione.

Sul punto, la Corte di Cassazione ha statuito che l’omesso versamento del fondo spese – prospettato dal giudice dell’esecuzione come indispensabile per la prosecuzione del processo esecutivo – integra una di quelle ipotesi atipiche che determinano la chiusura anticipata del processo, in quanto questo non è in grado di conseguire il suo scopo (cioè il soddisfacimento delle ragioni del creditore procedente).

Il termine assegnato al creditore, secondo i giudici di legittimità, ha natura ordinatoria e non è prorogabile per più di una volta.

Sarebbe, pertanto, stato onere del creditore, secondo la Corte, avanzare istanza di proroga del termine per il versamento del fondo spese, ovvero istanza di rimessione in termini (sussistendone i presupposti).

La Suprema Corte – diversamente dal Tribunale – ha altresì ritenuto non ragionevole l’inerzia nel dare impulso alle operazioni di vendita dell’intero compendio pignorato, considerato che ogni valutazione in merito spetta al giudice e che il creditore ha l’onere di dare corso (senza autonomi sindacati) all’ordine di pagamento del fondo spese.

In conclusione, il termine assegnato dal giudice per il pagamento del fondo spese è di natura ordinatoria, può essere prorogato una volta sola e può determinare una situazione di impossibilità di raggiungimento dello scopo del processo esecutivo.

La dichiarazione di improseguibilità rimane, però, un’ipotesi remota, in quanto il creditore potrà senz’altro evitarla presentando istanza di proroga del termine o – qualora il termine sia già scaduto – istanza di rimessione in termini.

In ogni caso, la sentenza in commento solleva alcuni spunti di riflessione:

  • in primo luogo, sarebbe opportuno assegnare termini più lunghi per i pagamenti del fondo spese nella procedura esecutiva, atteso che l’inerzia del creditore non può essere certamente valutata su un termine breve. Diversamente, si finirebbe per confondere una casuale dimenticanza o un semplice ritardo con un inequivocabile atteggiamento di inerzia.
  • In secondo luogo, sarebbe altresì opportuno che nei provvedimenti di riduzione del pignoramento si riducano altresì gli oneri di pubblicità in proporzione al numero di immobili che sono ancora pignorati, in modo da evitare che il creditore resti nell’incertezza interpretativa circa l’ammontare del fondo spese che deve essere versato in favore del delegato (così come è accaduto nel caso specifico).

Cass., Sez. III, 27 luglio 2021, n. 21549

Andrea Saia – a.saia@lascalaw.com

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
L’inerzia dell’aggiudicatario paga!

Dovrà essere rigettato il ricorso ex art. 591ter cpc spiegato avverso la perizia immobiliare che r...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

Controparte perdente rimborsa consulenza vincente

L’Ordinanza in commento ha ad oggetto la decisione del Tribunale di Milano sulle contestazioni av...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

Il deposito cauzionale equivale a consegna materiale

Il Tribunale di Taranto ha conferito pieno rilievo alla perizia tecnico - estimativa redatta al tem...

Diritto dell'Esecuzione Forzata

X