Costruzione di nuovi edifici: la relazione energetica non vincola l’appaltatore

L’impossibile diventa possibile…..forse: Coronavirus e depositi telematici in Cassazione

Al momento come noto agli addetti ai lavori non è ancora possibile il deposito degli atti direttamente a mezzo pct per le cause innanzi la Suprema Corte, nonostante  questo sia un tema caldo e di stretta attualità che occupa il dibattito tra i giuristi ormai da diversi anni.

L’attuale crisi sanitaria senza precedenti e la conseguente necessità di trovare risposte rapide ed efficaci,  sembra però aver smosso qualcosa anche  su questo fronte.

Un recente emendamento al Decreto Cura Italia potrebbe introdurre una tale possibilità anche in  Cassazione, almeno fino al prossimo 30 giugno.

La volontà di seguire questa strada, che potrebbe costituire un fortunato esperimento dettato dalle circostanze contingenti, e destinato ad essere una conquista magari anche per il prossimo futuro, è emersa nella relazione n. 28/20 dell’ufficio del Massimario della Cassazione a seguito dell’entrata in vigore del D.L. 18/20.

Il documento in oggetto chiarisce che ad eccezione dei soli atti relativi a procedimenti non sospesi  (minori, obbligazioni alimentari, cautelari sulla tutela di diritti  fondamentali ecc.), i depositi dei ricorsi controricorsi e memorie è sospeso fino al 15 aprile, tuttavia, nel prosieguo della relazione viene specificato che nel caso in cui l’emendamento  al D.L. Cura Italia dovesse essere approvato, i difensori delle parti potranno, almeno fino al prossimo 30 giugno depositare atti e documenti in via telematica rispettando le prescrizioni del D.M. 44/11, beninteso una volta che sarà adottato dalla competente Direzione del Ministero della Giustizia il relativo provvedimento.

E’opportuno segnalare che non c’è uniformità di pensiero sull’argomento.

Nonostante il Primo Presidente abbia già disposto nel settore penale e civile lo scambio e il deposito telematico delle note difensive si fa notare nella relazione  che se si ammettesse la trasmissione della copia informatica del documento redatto dal difensore, una volta stampato l’atto allegato alla pec non si può non evidenziare che l’originale resti  pur sempre a mani del difensore.

Mentre se si consentisse la trasmissione di un atto “nativo digitale” e firmato digitalmente dal difensore, la Cassazione allo stato non dispone di un registro informatico per il deposito, la conservazione e la consultazione e, pertanto, non potrà esserne garantita la conservazione nei registri di cancelleria.

Da ultimo si segnala che a fine marzo 2020 il sistema di PST ha reso disponibili i nuovi schemi XSD  relativi sia agli atti introduttivi che a quelli successivi che sarà possibile depositare telematicamente presso la Corte.

Il portale dei servizi telematici informa che, anche in questo caso si tratta non di una versione definitiva ma di un “ Beta Release” che vien rilasciato in via anticipata la fine di consentire alle software house di adeguare gli applicativi che vengono forniti ai professionisti.

I nuovi schemi, infatti, non verranno utilizzati prima che il sistema della Cassazione sia stato adeguato.

Andrea Asnaghi – a.asnaghi@lascalaw.com

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